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19.4.08

Successo per la presentazione di "CineFilosofando" a Civitanova Marche

di Silvia Del Beccaro

«Platone, il più grande filosofo di tutti i tempi, diceva che i libri hanno bisogno del loro autore per poter vivere ed essere interrogati, altrimenti essi sarebbero materia inerte destinata ad impolverare gli scaffali delle librerie. In onore a ciò, cercherò di animare il mio testo con una sana discussione». Con questo appello alla filosofia, di cui tra l'altro lui è specializzando all'università “Vita-Salute San Raffaele”, il giovane autore fidardense Marco Apolloni ha introdotto domenica 13 aprile la presentazione al suo primo saggio intitolato “CineFilosofando” – testo edito Kimerik –, a cavallo fra la cinematografia ed altre discipline umanistiche quali la letteratura, la storia e per l'appunto la filosofia. «Ho voluto accostare il cinema ad altre discipline umanistiche, perché quello che un tempo veniva rappresentato dal romanzo attualmente è rappresentato dal cinema, ovvero il più largo prodotto artistico di massa che racchiude in sole due ore di visione temi affrontati in libri di smisurato spessore» ha spiegato Apolloni. Nel corso della presentazione, il ventiquattrenne marchigiano si è dilettato in una spiegazione riassuntiva, seppur efficace, dei sette saggi da lui affrontati – “Ghost Dog”, “Donnie Darko”, “L’ultima tentazione di Cristo”, “Il tredicesimo guerriero”, “Tristano & Isotta”, “La caduta” e “L’appartamento spagnolo”. L'incontro, al quale sono accorse una quarantina di persone, si è tenuto nel centro storico di Civitanova Marche, ospitato dalla gremita libreria “Arcobaleno” di corso Umberto I.
Soddisfatto il pubblico presente, che ha perfino intrattenuto un breve confronto con l'autore al termine dell'incontro. «Ringrazio innanzitutto Grazia e Roberta per avermi offerto la possibilità di essere qui a presentare il mio libro e far iniziare il mio tour divulgativo proprio a Civitanova, da cui proviene la mia famiglia paterna – ha dichiarato l'autore –. Questo libro per me è solo un punto di partenza e spero proprio di continuare su questa strada, presentando in futuro altre pubblicazioni». Al termine dell'incontro autore e presenti si sono potuti rilassare in un clima informale, rilasciando dediche autografate e assaporando gli ottimi dolci offerti dalle due libraie. Il prossimo appuntamento con Marco Apolloni e il suo “CineFilosofando” è atteso a Castelfidardo lunedì 28 aprile, ore 21, all'“On Stage Club” di via Soprani 16.





16.10.07

Il ritorno di Massimo Cacciari al San Raffaele

di Silvia Del Beccaro

«Il mio vero successore è Massimo Cacciari e sarà lui stesso, il prossimo 24 ottobre, ad annunciare le grandi novità pensate per questa facoltà». Così il rettore dell'Università Vita-Salute San Raffaele, don Luigi Verzé, ha introdotto una delle personalità più in vista d'Italia: Massimo Cacciari. Sindaco di Venezia e membro del corpo docenti dell'università cesanese, Cacciari è intervenuto martedì mattina tenendo la lezione inaugurale del nuovo anno accademico 2007-2008. «È un mio carissimo amico nell'anima – ha detto parlando di lui Verzé –. Ha voluto andare a Venezia per fare un po' di esperienza amministrativa, ma oggi è ritornato qui per dare una spolverata a questo ambiente e presentare un programma ben preciso». Don Luigi Verzé, tra le righe del suo discorso introduttivo, ha lasciato trapelare la prossimità di alcune rivoluzioni all'interno dell'università cesanese. Si è intuito, infatti, un rilancio della facoltà di filosofia – «madre di tutte le scienze» – e del San Raffaele, in senso lato. C'è chi pensa all'inserimento di una nuova facoltà umanistica e c'è chi crede in un eventuale ritorno di Massimo Cacciari quale preside di facoltà. Intanto la prima pietra è stata posata: la prossima creazione della editrice San Raffaele voluta dallo stesso rettore e da Cristina Poma – ex Editor Bompiani Tascabili. Tutto ciò a conferma del motto dell'università cesanese, che si riduce a due parole: «pensiero concreto». Tale concetto è stato ripreso anche nel discorso di Massimo Cacciari, che ha avuto per oggetto il filosofo Giambattista Vico – vissuto a cavallo fra Seicento e Settecento.

«Credo che quello trattato da Vico – ha detto il sindaco di Venezia – sia un tema rappresentativo del programma offerto dalla nostra facoltà. Questa lezione potrebbe essere intitolata “Contro la boria delle nazioni e contro la boria dei dotti”, criticando le nazioni poiché pretendono di essere ciascuna la custode del senso del mondo e criticando al contempo i dotti poiché pretendono di poter conoscere e visitare le tenebre delle nostre origini». Il suo discorso si è poi orientato sull'umana imbecillità e sulla differenza fra “verstehen” e “denken”, ovvero fra comprendere e pensare – cosa effettivamente possiamo sapere e cosa possiamo unicamente pensare. Una cosa è certa: sui banchi accademici della suggestiva Sala dei Fasti Romani, per un'ora e mezza, gli studenti hanno avuto davanti ai loro occhi non un politico ma un filosofo, non un docente ma un pensatore, non una celebrità ma un amante della filosofia intento a trasmettere la sua sapienza ad altri amanti della filosofia, come lui. A conclusione del suo intervento, poi, ha ripreso la parola don Luigi Verzè, il quale ha riconfermato quanto dichiarato in precedenza e ha aggiunto: «Se fossi papa, questa sarebbe la mia autentica enciclica per oggi e per domani».