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3.3.06

"Donnie Darko" e La filosofia dei viaggi nel tempo

di Marco Apolloni
Sinossi del libro introvabile: La filosofia dei viaggi nel tempo

L’Universo Primario è in serio pericolo. Una serie di calamità (guerre, epidemie e disastri) lo stanno minacciando. Nessuno potrà scampare alla morte. La Quarta Dimensione è ancorata saldamente; sebbene, però, non sia “impenetrabile”. Quando si corrode il suo “tessuto connettivo” gli incidenti diventano particolarmente rari. In caso sopravvenisse un Universo Tangente esso sarebbe instabile e durerebbe solo poche settimane. Nell’eventualità in cui ciò avvenisse il collasso dell’Universo Primario sarebbe inevitabile ed un Buco Nero inghiottirebbe tutto l’esistente.
Acqua e Metallo sono elementi basilari dei Viaggi nel Tempo. L’Acqua funge da barriera per la costruzione dei Portali Temporali e viene, inoltre, utilizzata come passaggio dagli Universi al Vortice Tangente. Il Metallo, invece, è l’elemento transitorio per la costruzione dei Vascelli Artefatti.
In caso sopraggiungesse l’Universo Tangente coloro i quali vivessero nelle prossimità del Vortice si ritroverebbero nell’epicentro dell’insidioso mondo nuovo. Gli Artefatti sono il primo segnale allarmante che un Universo Tangente si è materializzato. Se l’Artefatto sopravvenisse, il Vivente lo recupererebbe con grande curiosità e interesse. Alcuni esempi di Artefatti possono essere una punta di freccia di un’antica civiltà Maia oppure una spada di metallo del Medioevo. Gli Artefatti sono spesso riconducibili ad una Iconografia religiosa. La loro apparizione sulla Terra sembrerebbe contravvenire qualunque spiegazione logica. Volendo si potrebbe addurre un'unica spiegazione logicamente accettabile, per quanto paradossale: l’Intervento Divino.
Costui viene appositamente scelto per ricondurre l’Artefatto nella posizione giusta per il suo Viaggio di Ritorno all’Universo Primario. Nessuno è in grado di sapere in base a quale criterio il Ricevitore verrà scelto. Questi sarà in pieno possesso dei poteri della Quarta Dimensione, che inducono maggior vigore, tele-cinesi, auto-controllo mentale e capacità d’evocazione del fuoco e dell’acqua. Inoltre il Ricevitore Vivente è continuamente tormentato da visioni, allucinazioni uditive e sogni spaventosi durante il suo periodo di permanenza all’interno dell’Universo Tangente. I Manipolati, ovvero coloro i quali si troveranno a stretto contatto con lui, ne proveranno paura e disgusto, e cercheranno in tutti i modi d’annientarlo.
Costoro sono le persone vicine e amiche del Ricevitore Vivente. Essi sono inclini a comportamenti del tutto irragionevoli divenendo a volte estremamente bizzarri e anche violenti. Il loro infelice compito è quello d’assistere impassibili il Ricevitore Vivente riportare l’Artefatto all’Universo Primario. Infine i Manipolati Viventi faranno tutto ciò che è in loro potere per non venire inghiottiti dal vortice dell'Oblio.
I Manipolati Morti sono, altresì, più potenti del Ricevitore Vivente. Infatti se una persona muore nell’Universo Tangente è ciononostante in grado di poter contattare il Ricevitore Vivente mediante il Costrutto della Quarta Dimensione (vale a dire un oggetto misterioso contenuto nella cassa toracica del Ricevitore Vivente che lo guida nelle mani del Manipolato Morto). Esso si compone sostanzialmente di Acqua. I Manipolati Morti prepareranno delle Trappole di Sicurezza per far sì che il Ricevitore Vivente riporti indietro l’Artefatto senza spiacevoli inconvenienti. Se tali Trappole di Sicurezza riusciranno nel loro intento, il Ricevitore Vivente usando i Poteri della Quarta Dimensione spedirà, pertanto, l’Artefatto nell’Universo Primario prima che il Buco Nero collassi su se stesso inghiottendo tutto e tutti.
Nel momento del totale risveglio dal loro Viaggio nell’Universo Tangente i Manipolati sono spesso confusi e assillati dall’esperienza – per così dire – “virtuale” da loro vissuta. Tuttavia molti di loro non ricorderanno nulla. Quelli che ricorderanno verranno sopraffatti da un viscerale rimorso per le azioni compiute durante il Viaggio e seppellite nei loro Sogni, ossia tutto quel che rimane del mondo sommerso è la sola evidenza fisica seppellita dell’Artefatto stesso. Un antico mito racconta di un Guerriero Maia trafitto da una punta di freccia caduta da una scogliera dove non vi erano appostati degli Eserciti e dunque nessun nemico che avesse potuto ucciderlo. Stesso dicasi per un Cavaliere Medievale, inspiegabilmente infilzato da una spada che non era stata ancora costruita. Fermo restando la loro apparente incomprensibilità: queste avvenimenti devono pur essersi verificati per qualche insondabile ragione…
***
Perché l’Universo sta per finire e cosa può fare Donnie per impedire che ciò avvenga? La teoria qui proposta è molto interessante. A causa di un “paradosso temporale”; il motore a propulsione o Artefatto proveniente dal futuro (28 giorni dopo) irrompe nell’Universo Primario. Ciò scaturirà l’immediata formazione di un Universo Tangente che collasserà proprio quando si allineerà con l’Universo Primario.
L’Universo Tangente si origina con l’entrata in scena del motore a propulsione. Il compito di Donnie, con l’aiuto di Frank – l’uomo mascherato da coniglio –, sarà quello di dare una motivazione valida per la presenza dell’Artefatto nell’istante della sua caduta. Si presuppone che questi vi riesca attraverso la tele-cinesi e il suo potere di generare l’acqua (Quarta Dimensione) grazie alle sue doti di Ricevente Vivente.
A questo punto la domanda sorge spontanea: “È in grado Donnie di viaggiare nel tempo?” La risposta è: “No!” La sua sola funzione è quella di modificarlo, rispedendo al mittente il motore a propulsione, l’unico oggetto ad aver effettivamente viaggiato nel tempo.1
Donnie Darko (2001)

Un fantomatico libro intitolato La filosofia dei viaggi nel tempo (non si sa se questo libro esista davvero o sia una leggenda metropolitana, diffusasi grazie ad un passaparola generale) è il motivo ispiratore di questa pellicola visionaria, diretta dal regista esordiente Richard Kelly. L'autrice del libro è una suora con un passato da scienziata, soprannominata Nonna Morte. Il suo alias è dovuto alla sua tendenza suicida ad attraversare, senza guardare eventuali macchine in arrivo, il vialetto di casa sua per andare a controllare la cassetta della posta sempre desolatamente vuota – un giorno, però, le arriverà una misteriosa lettera di spiegazione di Donnie, che darà un senso all’intera vicenda. Il protagonista del film è per l'appunto Donnie, adolescente problematico che soffre di stati allucinatori. Lui sarebbe il Ricevitore Vivente citato nel libro della suora Roberta Sparrow, vale a dire Nonna Morte.
Una notte Donnie, sonnambulo, viene turbato dall’apparizione di uno strano essere mascherato da coniglio che lo invita a seguirlo fuori dalla propria stanza in un deserto campo da golf. Qui l'uomo-coniglio gli fa una scioccante rivelazione: «Ventotto giorni, sei ore, quarantadue minuti, dodici secondi. È allora che il mondo finirà!». In realtà il coniglio altri non è che il fidanzato di sua sorella Elizabeth Darko. Frank – questo il vero nome di chi sta dietro la maschera – rappresenta il Manipolato Morto proveniente da un’altra dimensione, più precisamente dal futuro dell’Universo Tangente, che sospenderà temporaneamente la morte di Donnie – la sua sorte infatti è segnata a causa dell’Artefatto: Donnie morirà schiacciato da un motore a propulsione precipitato da un aereo, non si sa bene in quali oscure circostanze. Le rivelazioni a cui giunge Donnie Darko lo portano a vedere più chiaramente la veridicità dei suoi stati allucinatori e lo obbligano nel finale ad un sacrificio ingiusto quanto inevitabile – per evitare la morte di sua madre e della sua sorellina in un tragico incidente aereo, nell’Universo Tangente.
In un intenso dialogo, Gretchen – la ragazza di cui Donnie s'innamora – dice all'eroe: «Alcuni nascono con la tragedia nel sangue». E tra questi vi è senz'altro Donnie. Quest'affermazione fa maturare in lui la convinzione che ci può essere un modo alternativo di morire, immolandosi per le persone che si amano. La sua smania giovanile di distruzione e di anarchia, dettata sostanzialmente dalla perenne condizione d'insoddisfazione propria di qualsiasi adolescente disagiato ed incompreso, si placa nell'accettazione attiva della sua predestinazione: Donnie infatti è predestinato a morire nella sua camera quel fatidico 2 ottobre. Proprio per questo, alla fine lui non fugge dinnanzi all'Ineluttabile costituito dalla sua stessa morte – che è inutile evitare, poiché altrimenti innescherà delle catastrofiche e irreversibili reazioni-a-catena. Lui, con gli occhi di chi ha già raggiunto il suo personale paradiso interiore, riderà sopra alla sua tragica sorte poiché si renderà conto di aver trovato la risposta tanto attesa al dilemma esistenziale, a proposito del «morire soli». Tutti moriamo soli, è vero, ma almeno Donnie con il suo gesto coraggioso sarà riuscito a morire per gli altri, dando perciò un qualche senso alla sua altrimenti insensata esistenza.
Estremamente significativa è la sequenza finale del film, dove si vede scorrere la carrellata di tutti i vari personaggi – i Manipolati Viventi – entrati in contatto con Donnie. Essi, al loro risveglio dall’onirico Viaggio compiuto sub-coscientemente nell’Universo Tangente, hanno solo dei vaghi ricordi. Infatti solo nei loro Sogni si ricorderanno di alcuni spezzoni vissuti nell'altro Universo. Emblematica è la scena finale dove Rosa Darko (madre di Donnie) e Gretchen (ragazza di Donnie nell’Universo Tangente), pur non essendosi conosciute realmente (bensì solo virtualmente), hanno un déjà vu abbozzato sotto forma di un involontario saluto.
Oltre all'interesse suscitato dal tema centrale, cioè i viaggi nel tempo, il contribuito più importante dato al successo di questa pellicola è l'affresco veritiero di un'epoca – gli anni '80 – in cui la vicenda di Donnie viene narrata. La “nota” – è proprio il caso di dire – più anni '80 del film riguarda la stupenda colonna sonora. A cominciare dalla suadente Love will never tear us apart, passando poi per la galattica Under the milky way tonight e chiudendo con la mielata title-track Mad world. Inoltre sembrerebbero esserci tutti gli ingredienti giusti per uno school-movie coi fiocchi: Donnie è un ragazzo incompreso, che mostra i sintomi di una grave schizofrenia, alle prese con la sua prima cotta adolescenziale e per di più con dei super-poteri che lo fanno rassomigliare ad uno di quei super-eroi della Marvel & Comics – da Superman a Spiderman. L'unico punto del copione che si distacca dalla materia fumettistica è il finale: a differenza dei super-eroi della Marvel, che finiscono le loro eroiche prodezze tutt'al più con solo qualche graffio, Donnie invece per salvare il mondo deve sacrificarsi per intero. In definitiva Kelly, pur adoperando gli ingredienti dei fumetti, per distinguersi riesce ad aggiungere alla sua storia quel tocco finale messianico e sacrificale. Infatti è solo mediante il sacrificio del Messia-Donnie che verrà ristabilito il paradosso temporale, scongiurando così un finale altresì apocalittico. Alla fine, dunque, il messianismo trionferà sul meccanicismo...

Oltre il «paradosso del nonno», la prospettiva di David Deutsch, studioso di computazione quantistica

Nella sezione dedicata ai Viaggi nel tempo del suo saggio La trama della realtà 2 l’autore ad un certo punto introduce come obiezione logica più problematica alla realizzazione dei viaggi nel tempo – almeno su un piano virtuale – il «paradosso del nonno», ovvero quando si utilizza il Viaggio nel tempo per tornare indietro ed uccidere il proprio nonno. Ammesso che lo si uccidesse, ecco qua che si manifesterebbe appunto il suddetto paradosso, e cioè: come avrebbe potuto il nonno avere figli e quindi nipoti? Occorre precisare che per l’autore del libro la concezione classica del tempo non costituisce una difficoltà invalicabile. È come se il passato fosse una mera teoria. Per Deutsch, arrivato alle estreme conseguenze del suo pensiero, neanche il passato è definitivo. (Dicasi Onnipotenza della meccanica quantistica!) Comunque sia, lo stesso Deutsch crede che il tempo non scorra. Ossia:
Gli altri momenti del tempo sono soltanto casi speciali di altri universi 3
Niente di più lontano dalle teorie del flusso del tempo, ossia uno stravagante moto del tempo verso il futuro o ancor più stravagante moto della coscienza da un istante all’altro, che hanno visto nel filosofo francese spiritualista Henri Bergson il suo esponente di spicco. Ritornando a Deutsch, il suo interrogativo è: se i viaggi nel tempo fossero logicamente impossibili, non si potrebbe neanche riuscire a rappresentarli nella realtà virtuale. Citiamo dal testo:
Il principio di Turing afferma che si può costruire un generatore universale di realtà virtuale e che lo si può programmare per fargli simulare qualsiasi ambiente fisicamente possibile; in particolare, quindi, qualsiasi ambiente che sia fisicamente esistito 4.
Di fatto il passato è un ambiente fisico che, volendo, potrebbe benissimo venire ricreato. Dunque secondo il principio di Turing e del suo «generatore di realtà virtuale» viaggiare nel tempo sarebbe logicamente possibile. Dopodiché da qui a predirne l’attuabilità troppo ce ne vuole – esso rimane solo un irremovibile punto di partenza. Il generatore, infatti, può predire tutte le varie situazioni che si possono verificare in un dato ambiente passato. Precisando che le istantanee sono un universo visto in un determinato frangente, sentiamo come prosegue il sottile ragionamento di Deutsch:
Sappiamo che le istantanee che si schierano approssimativamente in un’unica sequenza temporale nella nostra esperienza quotidiana di fatto sono universi paralleli. Di solito non facciamo esperienza di più universi nello stesso tempo, ma abbiamo ragione per credere ch’esistano anch’essi 5.
Tale convinzione affermerebbe l’esistenza implicita di Infiniti Universi Paralleli tanti quante sono le istantanee. Ciò ha un precedente nella concezione leibniziana dei «mondi possibili». Le istanze potrebbero essere tante e a seconda di quale «porta girevole» – il riferimento al film Sliding Doors non è del tutto casuale – s’imbocchi potrebbe esserci uno svolgimento totalmente differente della propria vita. Oltre a quello del nonno si possono presentare svariati altri paradossi, fra i quali il «paradosso della conoscenza». Preso sul serio dal filosofo Micheal Dummett. Questi pone il caso che si è dei grandi appassionati di Dante Alighieri e si riesce a raggiungere nel passato il sommo poeta, dove per una coincidenza fortuita l’immortale autore della Divina Commedia viene meno all'improvviso. Qui, dunque, ci s’impossessa della sua identità e si ricopia daccapo l’intera opera spacciandosi per l'autore della stessa. La preoccupazione di Dummett è che fenomeni analoghi dilaghino ovunque; cosicché dei pseudo-autori ricopino opere già scritte, che tuttavia risulterebbero non più create, bensì solamente ricopiate. Per Deutsch, però, tale eventualità – pur logicamente ammissibile – è pressoché inconsistente, in quanto lui sostiene che la conoscenza non nasce compiuta in sé e che sia, altresì, la risultante di «processi creativi» che vanno continuamente riveduti ed aggiornati. Secondo lui è in questo modo che Shakespeare è riuscito a portare a termine le sue leggendarie opere ed Einstein a determinare le sue straordinarie equazioni di campo. Per finire, chiudiamo con la sintesi stessa di Deutsch, che meglio racchiude l'essenza della sua affascinante opera:
I viaggi nel tempo, che si possono o meno realizzare in futuro, non sono intrinsecamente paradossali. Viaggiando nel passato si conserva il libero arbitrio e l’intenzionalità, ma in genere si finisce in un altro universo. Lo studio dei viaggi nel tempo è un momento in cui sono coinvolti i quattro fili della trama della realtà: la meccanica quantistica, per i concetti di tempo e di universi paralleli; la teoria della computazione, per l’importanza della realtà virtuale e perché i viaggi nel tempo si possono considerare come nuove modalità di computazione; l’epistemologia e la teoria dell’evoluzione, con i loro vincoli sulla trasformazione della conoscenza 6.
***

1 Una discreta parte del materiale qui utilizzato è una rielaborazione di quanto riportato nell’accurato sito web: http://www.whereisdonnie.net/
2 La trama della realtà, di David Deutsch, Biblioteca Einaudi, Torino, 1997.
3 Ibidem, cit. p. 259.
4 Ibidem, cit. p. 263.
5 Ibidem, cit. p. 275.
6 Ibidem, cit. p. 289.

6 commenti:

Ponciani ha detto...

Grazie, dopo la quarta volta che rivedevo donnie darko ( in realtà solo due volte nella versione director cut) finalmente avevo cominciato a capire qualcosa e grazie al tuo post mi sono chiarito le idee!

Escobar17 ha detto...

È davvero un bel film. Certo non facilissimo, ma di solito i film facili ti lasciano poco, mentre Donnie Darko è uno di quei film che ti aiutano a riflettere. Se dovessi riprendere in mano il mio scritto, lo amplierei parlando del malcelato simbolismo religioso che permea la vicenda di questo "adolescente difficile". Donnie altri non è che il Messia, dunque, questo film è molto meno fantascientifico di quanto voglia far credere. Non c'è Salvezza, senza Sacrificio! D'altronde la fantascienza stessa ha da sempre attinto, segretamente, dalla religione; in particolare si è cibata di eresie.
Inoltre questo film è un grande affresco sui favolosi anni '80 e la bellissima colonna sonora ne è l'emblema. Buona navigazione a te e goditi le vie della Rete...!

firmato

L'Autore

(obra ha detto...

ci sono diversi livelli di lettura: quello semplice e diretto soddisfa lo spettatore che evita di farsi troppe domande attratto dal mistero, dalle musiche, dalla caratterizzazione dei personaggi e delude chi cerca a tutti i costi di comprendere tutto il meccanismo su cui su sviluppa la trama ma non ha gli strumenti culturali per calirlo ... un secondo livello meno diretto colpisce chi ha gli strumenti culturali per capire la struttura spazio temporale su cui si sviluppa il film ... naturalmente senza alcune conoscenze basilari su wormhole e universo tangibile sarebbe impossibile capirne la struttura ...

Anonimo ha detto...

è un film a dir poco fantastico... stuzzica in modo particolare la curiosità d tutti...molto toccante il fatto ke donnie abbia sacrificato se stesso per il bene di tutti...spero ke un giorno un uomo riuscisse a viaggiare nel tempo...

Marco Apolloni ha detto...

Se t'interessa questo film, anche per me a dir poco fantastico, io l'ho approfondito nel mio libro "Cinefilosofando" dove approfondisco quanto abbozzato nel mio post. Comunque nel sito/blog trovi tutta la descrizione e le modalità per acquistarlo, anche via internet. Finora ho ricevuto molte recensioni positive e in special modo su "Donnie Darko". Anch'io mi auguro che un giorno un uomo riesca a viaggiare nel tempo...
Un saluto,

Marco Apolloni

Anonimo ha detto...

bisogna vedere il director's cut in lingua originale per capirlo ancora più a fondo, e naturalmente scoprire anche una diversa colonna sonora (ad esempio il pezzo iniziale).......nuovi effetti e costruzione sinottica....non dico che è quasi un altro film, ma cambia enormemente la struttura.....decisamente da vedere...