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13.3.08

W Zapatero!

di Marco Apolloni


José Luis Rodriguez Zapatero ha rivinto le elezioni in Spagna. W Zapatero! Spero sia di buon auspicio per la sinistra riformista italiana. Con il vostro permesso, vorrei divertirmi a prospettare un possibile e avveniristico scenario in caso di vittoria delle destre nel nostro Paese…

Più soldi per le infrastrutture, meno soldi per la ricerca. Più inquinamento (con tutto il carico di malattie e catastrofi naturali che una simile sprovveduta politica ne conseguirebbe), meno cura per l’ambiente. Più agevolazioni fiscali per le aziende (fosse solo questo ci andrebbe pure bene, ma…), meno soldi per gli operai (a patto che non si sfondino la schiena da mattina a sera con gli straordinari, allora in quel caso soltanto il leader del Popolo della Libertà si è mostrato favorevole ad un incremento dei salari, in tutti gli altri casi nisba). Più conflitti d’interesse, meno uguaglianza sociale. Più preoccupazione per la salute ultraterrena (che per carità sarebbe cosa sacrosanta se e solo se…), meno attenzione per la salute terrena. E via elencando… In definitiva, se vincessero le destre il conservatorismo – che è paralisi dello Spirito – sia di matrice economica che ideologica trionferebbe e a perdere la partita sarebbero i reali bisogni del Paese, ovvero: più riforme condivise e indispensabili per tutti.

Ciò considerato, permettetemi di lanciare una provocazione: non so voi, ma io sottoscriverei oggi stesso un progetto di legge che preveda un aumento di tasse utili – tra cui quel che concerne la ricerca scientifica, la sanità e l’istruzione – e una conseguente diminuzione delle tasse inutili – stabiliamo insieme quali –, che non fanno altro che appesantire il nostro già fagocitante apparato burocratico.

Essere di destra o di sinistra, oggi, non c’entra più niente con l’essere fascisti o comunisti, ieri. Bisogna superare certi sbarramenti ideologici. Certamente, però, essere di destra o di sinistra ancor oggi ha un preciso e ben distinguibile significato. Essere di destra, infatti, vuol dire essere conservatori e quindi per il mantenimento dello status quo. Vuol dire volere che le cose non si smuovano neppure di un solo millimetro da come stanno e sono sempre state. Vuol dire difendere certi privilegi di casta o interessi particolari, a scapito del bene comune. Essere di sinistra, invece, significa essere dei riformisti convinti. Significa lottare per cambiare le cose giorno per giorno – per il bene della collettività. Perché il mondo così com’è non ci va mica tanto a genio. Significa voler attuare quel processo di riforme per migliorare progressivamente le condizioni in cui versa il nostro Paese in particolare e più in generale il pianeta Terra.

Al giorno d’oggi non è più con le rivoluzioni che si possono cambiare le cose, ma mediante le riforme. Per ottenere una migliore condizione umana altrimenti detta “il migliore dei mondi possibili”, non occorre più servirsi della violenza, basta convincersi dell’efficacia di politiche comuni e, per ciò stesso, largamente condivise. Solo con la condivisione di grandi e nobili ideali, infatti, potremmo scongiurare che il nostro mondo finisca a gambe all’aria…

Essere di sinistra, oggi, significa combattere per questo mondo, con mezzi molto materiali e non più con giacobinismi di sorta. La nuova sinistra italiana è confluita nel Partito Democratico. L’unico partito in Italia ad essersi fatto carico di un grandioso e gravoso compromesso storico. Poco importa se viene detto – dal suo stesso leader – di “centrosinistra”. La posta in palio è troppo alta, perciò ben venga simile compromesso se questo può essere la chiave per poter vincere e governare bene un giorno.

Pur stimando i “vecchi compagni”, credo che la separazione sia stata per entrambi tanto dolorosa quanto inevitabile. È ormai tramontata l’era dei massimalismi. Sia da una parte che dall’altra. Anche se da quest’altra parte, nomi come quelli di Ciarrapico e della Mussolini non fanno granché onore al Popolo della Libertà, che a questo punto è diventato la casa dei liberal-fascisti. A quelli dell’altra sinistra dico che non è più tempo per nutrire antiche e desuete nostalgie marxiste. Per questo io mi sento di aderire idealmente al Partito Democratico che rappresenta il nuovo in luogo del vecchio. Grazie ad esso la sinistra riformista italiana ha finalmente potuto voltar pagina, chiudendo i conti con un passato troppo ingombrante – anche se, ad esser onesti, i cosiddetti “scheletri nell’armadio” stanno sia a destra che a sinistra e il bene assoluto è una categoria assolutamente bandita dal vocabolario politico.

La Sinistra Arcobaleno rappresenta il “vecchio” e come tale va sì rispettato, ma dovrebbe ben capire di fare largo al “giovane” costituito dal Partito Democratico. Chissà che quest’ultimo, facendosi carico degli errori passati, non sappia fare meglio. Non rimane che lasciarlo provare. Per quel che mi riguarda, qui concludo la mia spontanea professione di voto per le prossime elezioni politiche di aprile. Intanto, faccio i miei migliori auguri al carismatico leader spagnolo. Ora e sempre: W Zapatero!

P.S: Ai “vecchi compagni” chiedo scusa in anticipo. Magari ho preso un granchio e il Partito Democratico non è il rimedio ai mali del nostro Paese. Ma anche fosse, credo d’averlo fatto in buona fede. Magari tutti si sbagliassero in buona fede! Badate bene, parlo volutamente di "rimedio" e non di "cura". Dato che una cura vera e propria al momento non esiste, a meno che non capiti qualche miracolo. Per questo, però, meglio rivolgersi a Padre Pio e non a Veltroni…

14 commenti:

Andrea Natalini ha detto...

Caro Marco se vedi bene Zapatero è SOCIALISTA e non democratico...Io sono socialista come Zapatero, ma l'unico partito che mi può rappresentare (il PS) sta per sparire in Italia.Il Partito Socialista è l'unico erede del Socialismo riformista di cui parli...Io non credo nel progetto del PD perché ha scartato l'anima socialista che è alla base delle moderne democrazie europee, rendendo importante l'ala teodem. Il Socialismo è stata la vera anima politica dell'Europa, tanto che i moderni partiti europei si chiamano in questo modo. Gli USA non hanno la nostra tradizione politica e sembra riduttivo ed inutile copiare il loro sistema politico,solo in nome della stabilità e dell'occidentalismo.Non è la nostra cultura e non lo sarà mai...anche perché in nome della stabilità si sta spazzando via il pluralismo in politica. Se voti Zapatero dovresti votare PS...ciao

Marco Apolloni ha detto...

Caro Andrea, per prima cosa voglio ringraziarti per il tuo intelligente commento. Pur non essendo un attivista politico, da uomo e da studioso non posso esimermi dall'analizzare l’attuale situazione politica. Del resto, secondo Aristotele - e in questo, perlomeno, do ragione allo Stagirita -, "l'uomo è un animale politico". Ma veniamo alla tua analisi...
Sicuramente in quello che dici c'è molto di vero. Come puoi ben immaginare io stesso mi sento più in sintonia con certi ideali socialisti rispetto a certe posizioni teodem presenti all'interno del Partito Democratico. Tuttavia in tutti i grandi partiti c'è e ci dev'essere un pluralismo d'idee. Non credo che le idee di una senatrice, diciamo così "molto spirituale", possano influire decisivamente sulle linee guida del PD. Comunque, le ragioni che mi portano a scegliere il PD invece che il Partito Socialista sono piuttosto semplici: ho grande stima di Veltroni, mi piace il progetto e le varie candidature - certo non tutti sono volti nuovi, ma averli tutti nuovi sarebbe stato come mandare una mandria di dilettanti allo sbaraglio -, poi l'epoca buia del craxismo pesa - purtroppo - come un macigno sulla storia politica dei socialisti italiani.
Partendo dalla pragmatica considerazione che la politica è l'arte del compromesso - motivo per cui fino ad oggi l'ho sempre tenuta distante da me, trattandola quasi da osservatore distratto, mea culpa - io penso che il compromesso fatto con i centristi dell'ala riformista sia una grande opportunità d'innovazione per il nostro travagliato Paese. Dico basta dividersi persino le briciole di pane, è ora di sacrificare un arto in cancrena per salvare l'intero organismo.
Ciò non vuol dire che chi, oggi, non fa ancora parte del PD, in futuro chissà che non vi aderisca convincendosi della buona fede e della genuinità del progetto.
Per quanto riguarda Zapatero, da quel che ho letto questi giorni, mi sembra che lui abbia espresso tutta la sua simpatia per Veltroni e il partito da lui rappresentato, dicendo persino che sarebbe una gran bella cosa se il PD vincesse in Italia. Poi sai, ognuno le notizie le legge come vuole, questo – ahimè - è un malcostume nostrano. Però le dichiarazioni del leader spagnolo stanno lì, basta andarsele a rileggere...
Chiudo esprimendoti tutta la mia simpatia, a te e al tuo partito. Ti confesso di esser rimasto parecchio dispiaciuto dal mancato gemellaggio tra PD e socialisti. Le ragioni del mancato accordo non riesco ad immaginarmele, magari saranno state pure sensate e insormontabili, tuttavia - a ben pensarci - credo di non essere il solo a pensare che le ragioni per unirsi siano maggiori di quelle per dividersi. Con questo voglio semplicemente dire che se i nostri due partiti non si sono messi d'accordo, penso che sia stato più per ragioni di forma che di contenuto. Ad ogni modo, la troppa critica è da sempre stata l'arma a doppio taglio della sinistra. L'iper-criticismo troppe volte ci ha impedito di conseguire accordi preziosi. Pare che anche questa volta sia successo. Pazienza, o meglio: peccato! Sarà per la prossima volta. Intanto speriamo di non farci troppo male, anche se mi pare di capire che l'antifona non è bella: l'incombere di altri cinque anni di berlusconismo è più che una seria minaccia. Certo, la speranza è l'ultima a morire. Ma qui mi pare che ce ne vuole un bel po' di speranza per poter anche solo pensare di capovolgere il pronostico. In ogni caso, sarà quel che dev'essere. I governanti sono l'espressione di un popolo. Dunque, non ci resta che rispettare il volere popolare e capire chi sarà negli anni a venire la nostra espressione.
Intanto t'invio la mia virtuale, ma non meno calorosa, stretta di mano...
Tante buone cose,

Marco

Andrea Natalini ha detto...

Ciao Marco, dalle tue parole emergono già considerazioni che ho sentito: si confonde il PS con il PSI e il PSI con CRAXI ed è sbagliato; si confondono le correnti con i partiti ,ma sono cose diverse poiché accettare il puralismo in un partito non vuole dire annettere esperienze diverse, così si chiama coalizione in piccolo; ormai c'è la mania dilagante di Veltroni, finito l'effetto veltroni finirà anche il PD, poiché è vuoto di idee e di valori europei. In ultimo ti invito a scommettere sul futuro anche perché chi avrebbe mai detto che adesso ex comunisti ci avrebbero mai chiesto di ricucire la diaspora di una sinitra socialista? Accade...
Ti lascio uno stupendo commento di un tale 'socialista sano'su www.aprileonline.info:

"1921-2008 e il disastro dei partiti inventati Nel 1921 un gruppo di socialisti usciva dal PSI per fondare un nuovo partito, il partito comunista italiano alla Russa che non esisteva in Europa e esporta la sua ideologia in Europa e nel mondo. Nel 1921 un gruppo di agrari liberali fonda un partito nuovo il partito fascista che non esiste in Europa e mette a capo di questo partito un socialista espulso anni prima dal PSI e esporta la sua ideologia in Europa e nel mondo. I due nuovi partiti non hanno portato nulla di buono per l'italia per l'Europa e per il mondo intero. Nel 2008 un gruppo di comunisti e democristiani fonda un nuovo partito il partito democratico all'americana che non esiste in Europa. Nel 2008 a piazza S. Babila sul predellino di un'auto Berlusconi fonda un nuovo partito il partito del popolo delle libertà un partito che non esiste in Europa. Speriamo che i partiti nuovi del 2008 non siano come i partiti nuovi del 1921. Noi socialisti eravamo socialisti nel 1892 quando ci battevamo per gli sfruttati, nel 1915 quando non volevamo la guerra, nel 1921 quando volevamo il voto per le donne e la giornata di otto ore e eravamo manganellati e insultati dai partiti nuovi, nel 1923-1943 quando eravamo in esilio o nei lager e nei gulag, nel 1943-45 quando eravamo in montagna con la resistenza, nel 1046 quando volevamo la repubblica e la costituzione e la separazione tra stato e chiesa, nel 1963-76 quando si facevano le grandi riforme statuto dei lavoratori-diritto di famiglia-scuola per tutti-servizio sanitario nazionale-regioni-aborto-divorzio, e ora siamo ancora gli stessi mentre questi partiti nuovi del 2008 inesistenti in Europa usano i mass media di cui hanno il monopolio per manganellarci, un pò come nel 1921. Compagni la nostra storia è una storia limpida e coerente l'unica in questo nostro anomalo paese, possiamo essere fieri della nostra storia passata e di quella futura che sarà altrettanto limpida coerente e socialista".

Marco Apolloni ha detto...

Mi stuzzicano molto le tue parole. Tuttavia non mi sento di condividere il riduttivo parere che hai dato del PD. Veltroni non è Berlusconi, per quanto Casini vuol fare "casini" coniando l’infelice espressione "Veltrusconi". Comunque, bando ai “casini” – che ce ne abbiamo già molti. Non credo che Veltroni sia insostituibile, credo solo che sia una persona preparata e all'altezza del compito assegnatogli. Ciò detto, non m’illudo e non penso a lui come all'Uomo della Provvidenza, ma s'è per questo non è neppure uno sprovveduto e di sicuro sa quello che dice e rappresenta l’onda d’urto di un potenziale cambiamento. Poi, cosa non da poco, rispetto ad altri leader della sinistra o centrosinistra – o come diamine la si voglia chiamare – non è ancora bruciato. Cosa che proprio non si può dire dell'anzianotto pluri-candidato – per ben cinque volte – dell’altra fazione.
Il Partito Democratico è tutt'oggi una visione più ampia di un'apparente riconciliazione tra ex-comunisti e socialisti. Vuole essere qualcosa, perdonami il termine, di “visionario”. Il vecchio deve aiutare il giovane, ma al contempo deve fargli strada, altrimenti non si va molto lontano. Perciò io dico: diamo una chance al PD e non critichiamolo per partito preso, prima ancora che cominci il suo iter politico e venga testato dal battesimo del fuoco. In ultima analisi, tra il nuovo e il vecchio io ho optato per il primo. Poi, ammetto di non essere infallibile – diversamente da quello che credono molti politici – e quindi posso benissimo sbagliare.
Personalmente, mi riconosco nelle battaglie combattute dal partito socialista italiano e per questo lo rispetto e lo rispetterò sempre. Però il rispetto, come sai bene, dev'essere reciproco, altrimenti decade. Insomma, rispettiamoci vicendevolmente e ognuno decida con la propria testa, come meglio crede. Siamo esseri senzienti, ergo che ciascuno voti per chi vuole. Partito Socialista o Partito Democratico, non so te, ma per me cambia solo la forma, non il contenuto. Però, se vuoi, per una questione di forma: io scelgo il PD!
Saluti,

Marco

Andrea Natalini ha detto...

Per carità ognuno ha il suo voto e lo può dare a chi lo vuole, anche perché il voto è libero e non utile o inutile. Cmq sono d'accordo su una cosa che hai detto e in disaccordo su un'altra: la prima è che hai ragione tu quando dici che il PD è un 'progetto visionario', perché non ho mai visto nessuno scimmiottare degli slogan di un altro leader per di più americano - che di politico non ha nulla in comune con la nostra tradizione europea - e farne un vanto italiano (nemmeno Togliatti l'ha fatto con Stalin). Poi sono in disaccordo perché non è mica la stessa cosa PD e PS. Non vorrei solo parlarti di tradizione perché ormai sembra un discorso vecchio e non capisco il perché...ma ti vorrei parlare delle battaglie socialiste in questo paese che non possono essere ridotte solo alla tragedia di Tangentopoli. Per questo ti rimando a questo sito
http://www.domanisocialista.it/storiapsilandolfi.htm
poi fammi sapere...
un saluto Andrea

Marco Apolloni ha detto...

:o)

sara ha detto...

Marco,
come non concordare con te...mi sono sempre sentita una donna di sinistra ma, mentre per, il pur esimio professor Prodi, votavo e speravo, ora con Walter e con il PD, voto, spero e mi entusiasmo. Checchè ne dica Berlusconi, il PD è il nuovo, è un partito giovane, moderno, pieno di passione.
Il pd è movimento e...solo pensare all' eventualità, purtroppo tutt'altro che remota, di avere di nuovo Silvio alla presidenza del consiglio dei ministri, mi fa meditare sull' aridità intellettuale e sociale che attanaglia il nostro paese.

Marco Apolloni ha detto...

Quella del ritorno del "cavaliere senza macchia" è una preoccupazione che condivido in pieno. Ad ogni modo, il percorso intrapreso dal PD (che credo possa dare i suoi frutti a medio-lungo termine) mi fa ben sperare. Veltroni è un bravo comunicatore e sua Altezza sembra essersene accorto rialzando i toni della campagna elettorale e ritornando alle sue antiche consuetudini. Certo ci vuole una bella faccia tosta, oltre che una distorta fantasia, a paragonare Veltroni a Stalin. Nel PD si sono riconosciuti sia ex democristiani che ex comunisti, se non è una conquista questa...
Altro che il comunismo, il centrosinistra ha fatto molte più innovazioni (vedi alla voce "liberalizzazioni") in campo economico in soli due anni di governo che il centrodestra in cinque anni.
Intanto, mentre c'è chi si dice pronto ad imbracciare i fucili contro Roma ladrona, il nostro leader va avanti per la sua strada dritto come una ruspa, con le idee chiare in testa di chi vuole governare bene il Paese e non vincere a tutti i costi pur di mettere un nuovo trofeo in bacheca - visto che ormai il suo Milan per quest'anno la Coppa Campioni se la sogna...
Un caro saluto,

Marco

Andrea Natalini ha detto...

Il futuro è socialista...ragazzi e queste votazioni lo dimostrano. Serve una grande sinistra che risposti l'asse politico da destra - come è adesso e si schiera a favore dei cattolici moderati - a sinistra. Le controindicazioni al progetto pd sono evidenti...serve tempo e pazienza. Come diceva Bettino Craxi nei congresso del PSI "Si può fare si deve fare". Se non capite adesso capirete tra un pò...ciao

Marco Apolloni ha detto...

Secondo me, dimostra il contrario... Comunque, non è tempo di recriminazioni, ma solo di ammissioni. Sull'esito scontato di queste elezioni mi ero già espresso, in tempi non sospetti, e lo si può leggere benissimo su un altro articolo del blog intitolato "Yes, we can!". Ad ogni modo, sportivamente, non sono fra quelli che reputano l'avversario politico un nemico. Viviamo in una democrazia dell'alternanza, perciò se gli italiani vogliono un Berlusconi tris ben venga. Auguro al prossimo governo di fare bene il suo mestiere, cioè governare. Spero solo che questo terzo mandato sia migliore dei due precedenti. In ogni caso, adesso più che mai massimo appoggio a Veltroni, che ci ha messo la faccia e la sua passione politica. Gli auguro di essere il leader del centrosinistra ancora per molto tempo. Che il Pd fosse un progetto politico a medio-lungo termine, lo sapevamo tutti. Ma non mi dilungo oltre, questa sera occorre fare le congratulazioni al Popolo della Libertà. Spero infine che riesca ad essere il governo di tutti gli italiani e sappia fare il bene del Paese.

Saluti democratici

Andrea Natalini ha detto...

Ciao Marco,
non è che voglio convincerti di nulla, però mi è piaciuta molto l'analisi di questo signore in questo sito.Ve la propongo per commentarla insieme...

LINK :
http://www.giornalettismo.com/archives/296/il-destino-di-walter-appeso-a-un-filo-rutelli/

Marco Apolloni ha detto...

Caro Andrea, mi piace questa discussione democratica e dialettica che si è instaurata tra noi, ma più roba mi mandi da leggere e più mi convinci della mia idea. Sono davvero dispiaciuto di tutta questa acredine verso Veltroni. 33,3 alla Camera e 33,7 al Senato mi sembra un risultato abbastanza soddisfacente. Anch'io pensavo, nella mia onestà intellettuale, che la soglia del 35% sarebbe stata sintomo di un risulato piuttosto soddisfacente. Ma star qui a disquisire su un misero 1,7 e 1,3% mi sembra alquanto ridicolo. Soprattutto viste le percentuali irrisorie prese dall'altra sinistra. L'insegnamento che dobbiamo trarre da queste elezioni è che gli elettori hanno promosso - seppur con riserva - una certa sinistra e bocciato - senza appello - l'altra sinistra. Punto. E a capo.
Speriamo almeno...

Su con la vita e buon Berlusconi a tutti!

Andrea Natalini ha detto...

Che scherzi è ottimo parlare in questo modo...ti avverto solo di una cosa: si stanno facendo dei congressi a sinistra per nuovi soggetti politici.Non so cosa decideranno ma PS SD e parte di RC stanno parlando di qualcosa. Non so cosa ne verrà fuori lo spero per me. Invece spero per te che Rutelli vinca a Roma se no il Pd da centro sinistra diventa solo centro(Marini docet) per un nuovo Partito Democristiano.Non è acredine ma è una sinistra che non mi piace e non mi rappresenta.Non vorrei entrare nella logica del voto al male minore come sta già succedendo a Roma tra Alemanno e Rutelli, tutto qui. Ma il tuo libro? Come potrei comprarlo? Ciao e alla prox

Marco Apolloni ha detto...

Per impegni vari, leggo solo oggi il tuo nuovo intervento.
Ti rispondo subito: puoi acquistare il mio libro da questo sito (della casa editrice):

http://www.kimerik.it/ecommerce/main.asp?Action=VIEWBOOK&Code=481

Poi devi cliccare alla voce "metti nel carrello" e da lì in avanti seguire le istruzioni che ti verranno fuori. Questo è il modo più semplice e sicuro per acquistarlo, senza muovere un passo, tanto arriva diretto a casa.
Naturalmente, quando avrai finito di leggerlo, ci terrei ad avere un tuo parere. Come hai potuto ben vedere sono un tipo aperto ad ogni confronto.
Cari saluti e a presto,

Marco

P.S: Purtroppo Rutelli ha perso, ma io resto sempre della mia idea. Dopo quindici anni di sinistra è giusto e fisiologico che i romani abbiano voluto cambiare aria. Malgrado i trascorsi nel MSI Alemanno mi sembra una persona tutto sommato seria. Temo, però, che voi romani dovrete scordarvi delle "notti bianche" e "feste del cinema" aperte a tutti. Ad ogni modo, vedremo cosa sarà capace di fare il nuovo sindaco, soprattutto per quanto concerne gli aspetti legati al delicato tema della sicurezza. Un conto sono le promesse, un conto sono i fatti! Un'ultima parola su Rutelli: credo che Veltroni abbia fatto un autogoal nel proporlo come candidato-sindaco. Dopo aver impostato una campagna elettorale all'insegna del "nuovo" riproporre un "vecchio" (non per motivi di anagrafe, ci mancherebbe) sindaco non mi è sembrata un'idea tanto brillante. Possibile che non vi fosse in tutta Roma un candidato più papabile e benvoluto dai cittadini? Questa è una risposta che tu senz'altro conoscerai meglio di me...