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5.1.06

L'Italia degli scandali

Parlando con alcuni miei amici e conoscenti su molte delle attuali vicende di cronaca legate agli “scandali” sia delle veline-meretrici che del pallone-taroccato, mi sono fatto una mia personale opinione al riguardo, che ora andrò ad esporvi. Sono rimasto non poco sconcertato dalla naturalezza e dall’ovvietà con cui gli altri mi parlavano di queste cose, come se fossero le cose appunto più naturali e ovvie di questo mondo. Della serie: tanto sapevamo tutti gli altarini del viscido mondo televisivo. Se sei una ragazza appariscente e ben fornita è chiaro ed evidente che devi per forza allargare le gambe per riuscire a far strada e ad esibirti in balletti demenziali davanti a milioni di telespettatori – vestita con abiti succinti. Oppure, peggio ancora, chi non lo sapeva che Moggi fosse un mafioso e la Juve vincesse scudetti solo grazie ai suoi astuti imbrogli? Non so, forse sarò ingenuo, ma io credo di esser stato uno dei pochi sempliciotti in tutt’Italia che si ostinava ancora a vedere delle pure coincidenze, seppur molto “significative” – come direbbe Jung –, quando invece la gente più “sgamata” – come i miei amici e conoscenti – vedeva imbrogli a non finire. Quando guardai la famosa partita del rigore non dato all’Inter, su atterramento del “bandito” Giuliano, ovvero Mark Iuliano – si perché più che calciatore sembrava un killer della ‘ndrangheta – ai danni del “claudicante” Ronaldo, che aveva negato lo scudetto alla squadra nerazzurra, io da tifoso – parola questa che deriva dal greco e vuol dire, non a caso, “annebbiato” – della squadra beneficiata dall’episodio mi appellai all’errore umano del direttore di gara, grave senz’altro, ma che comunque ci poteva anche stare. Coincidenza volle che a vedere quella partita accanto a me ci fosse quell'imbestialito e sanguigno tifoso nerazzurro di mio padre, che come tutti è un po’ come se ogni volta vivesse la partita della propria squadra da vice-allenatore, vale a dire a suon d’insulti, consigli tattici dati ai giocatori – anche se dalla televisione difficilmente potrebbero sentirli – e in pratica con una partecipazione umana di tifo che non ha eguali in nessun altro campionato. Per un’intera settimana mio padre mi diede l’affettuoso appellativo “zozzo ladro bianconero”. Io – touchè! – per tutta risposta incassai, con grande sportività e grande nonchalance gli sfottò del caso: non soltanto del mio genitore, ma anche d’innumerevoli altre persone – vista l’interminabile sfilza di mie conoscenze e/o frequentazioni nerazzurre. Ad ogni modo passavano le stagioni e noi vincevamo campionati a rotta di collo (chissà perché a ‘sto punto, mi vien da dire, non si vinceva quasi mai la Coppa Campioni, tant’è che pareva “stregata” per la nostra formazione…) e intanto gli episodi sospetti a nostro favore – sempre in inflazione rispetto a quelli a nostro sfavore – si accatastavano sul nostro groppone e in Italia almeno, sembravamo la corazzata Potemkin! Ho detto bene, sembravamo… Perché a quanto pare è venuto fuori che era tutto un “tarocco”.
Discorsi a vanvera e scivoloni a gamba tesa di molti nostri politici – soprattutto da destra e il sottoscritto non aveva dubbi al riguardo – si sono accumulati in questi ultimi tempi. Ormai, a dire il vero, è da più di due mesi che se ne parla ininterrottamente nei telegiornali, notte e giorno – comprese edizioni speciali e straordinarie “fuori orario” – un po’ come quando lo scorso inverno non si faceva altro che parlare dell’influenza aviaria. Certo che i giornalisti devono avere proprio un bel “capoccione”… Critiche “molto vellutate” sono piovute a catinelle dagli “ultra-tolleranti” ambienti di destra. Del resto, c’era da scommetterci dato che tra le squadre implicate vi è – guarda caso – la squadra del nostro Innominabile Cavaliere d’Arcore “ci consenta”. Tant’è che tutte le reti Mediaset e i giornali partigiani, dell’Al Cafone di casa nostra, si sono pronunciate: o per uno proscioglimento totale delle squadre sott’accusa o per una notevole riduzione delle pene combinate. Tra le tante critiche che ci sono scappate dai suddetti ambienti della destra “oltranzista”, quella che mi ha più dato da riflettere – e che, indirettamente, mi ha fatto rivenire in mente la canzone satireggiante di Elio e Le Storie Tese, tale La terra dei cachi – è stata quella secondo cui, con questa sinistra “ultra-giustizialista” al governo, stiamo vivendo sotto un regime “poliziesco”. Certo, accusa questa quasi più “demenziale” della canzone sopra nominata di Elio, dal momento che erano anni che le Procure stavano indagando sul malaffare dell’Italia degli straricchi club calcistici e del lascivo mondo televisivo. Già… Da quando al governo c’era la destra. Poi che siano emersi soltanto ora che il Paese ha deciso – legittimamente – di voltare pagina e di cambiare guida politica, io trovo che sia un dato di certo non trascurabile. In questo senso: forse gli Organi di Giustizia del nostro Paese si sentono, oggi come oggi, più tutelati di prima, quando vi era un ex capo del governo che sbraitava a tutto spiano contro la congiura delle cosiddette “toghe rosse” della Magistratura “per giunta comunista, cribbio!”, come direbbe Lui in persona. Perciò, a conti fatti e a mente fredda – difatti ho preferito tacere a caldo sull’incriminata situazione scandalistica, solo per vederci più chiaro adesso –, mi sono preso tempo per capire gli avvenimenti odierni. Voglio dire se “regime poliziesco” è associabile al fatto che certi farabutti vengano relegati alle “patrie galere”, allora io dico: ben venga tale regime, lo approvo pienamente! La giustizia dev’essere uguale per tutti e che diamine. Non che per alcuni sia “meno uguale” che per altri, come troppo spesso – purtroppo – avviene.
L’Italia, ormai tristemente, sembra a tal punto assuefatta dagli scandali, che gli italiani sembrano neanche farci più caso. L’indifferenza è la palude in cui proliferano tali scandali e se noi andiamo ad alimentarla sempre più, di certo non faremo altro che aggravare una situazione già piuttosto compromessa. Cioè, se tutti se ne fregassero allo stesso modo, facendo i sporchi comodi propri, gente di dubbia moralità e adoratrice del dio-del-denaro continuerebbe a vivere da “parassita” sulle spalle di noi brava gente, che ci facciamo in quattro per tirare avanti la carretta e per cercare in tutti i modi di sfondare ed entrare nel giro che conta, dove però entrano solo i “soliti raccomandati”. Guarda strano, tra i tanti nomi che si sono fatti nell’inchiesta sul calcio malato, quelli più illustri dei cosiddetti “figli di…” erano in cima alla lista: figlio di Moggi, figlio di Lippi e via dicendo! Tanto a noi che "ce frega" se i “soliti sospetti” tengono per le palle il nostro Paese! Per non parlare delle solite lobby composte da uomini tutti d’un pezzo, i quali però, se andiamo a vederli da vicino, cascano a pezzi per quanto marciume hanno dentro. Prendete i reali d’Italia… A tal proposito, vi dico subito che in materia di casate reali sono un nostalgico della Rivoluzione d’Ottobre, che ha fatto letteralmente piazza pulita. Come fa, dico io, un uomo a sentirsi nobile dalla nascita per il proprio “sangue blu” – che è invece “rosso” come quello di chiunque altro – e oltretutto arrogarsi presuntuosamente la propria discendenza regale, mentre poi è soltanto un “escremento fetido” come lo siamo tutti? Beh, insomma, prendiamo il nostro “ex regale culetto d’oro” Vittorio Emanuele di Savoia. Aveva talmente tanti soldi che ha avuto la bella pensata – degna della sua stirpe – d’investire i suoi soldi “inzaccherati” in quelli che davanti erano dei Casinò, ma che dietro erano a tutti gli effetti dei Casini seppur “reali”, in cui veniva occultato un non-indifferente giro di ragazze-squillo da mettersi le mani sui capelli e strapparseli uno ad uno! Poteva benissimo investirli in opere di bene, avrei anche ammesso che li destinasse con l’otto per mille alla Chiesa cattolica – mi sento magnanimo. Invece ha scelto la via più facile dello sfruttamento della prostituzione. Fortuna che ad incastrare gli imbrogli orchestrati dal Re senza Regno “savoiardo” ci ha pensato quel “cazzo di legno” del procuratore Woodcock – il suo nome, giuro, vuol dire proprio questo e se il buongiorno si vede dal mattino io direi che con lui siamo, come si suol dire, in una botte di ferro… L’altro giorno, sentendo al telegiornale le toccanti parole dell’avvocatessa Buongiorno – chissà se è una lontana parente di quel grande “dinosauro inossidabile” di Mike –, la quale ha assicurato, con voce udibilmente commossa, i mass-media sulle discrete condizioni di salute del pur “provato” Vittorio Emanuele. Poverino, gli arresti domiciliari dovrebbero essergli andati di traverso…
Comunque, checché se ne dica, in Italia gli scandali sembrano esser diventati la “moda del momento”. Chi non ne ha almeno uno o due alle spalle, non può dirsi davvero svezzato. Insomma: avere degli scandali pendenti fa un sacco chic! Scandalo Moggi, scandalo Savoia e chi più ne ha, più ne metta… Gira e rigira riconosco in essi la stessa matrice comune: soldi soldi soldi, dappertutto! Dove circolano troppi soldi, inevitabilmente, non c’è etica capitalistica che tenga, gli affari sono sempre più sudici… Il potere è fatto di “sangue e merda” – hanno giustamente detto –, perciò, chi non si sporca almeno un po’ le mani, in pratica, non gode! I soldi, inoltre, sono come le donne: più se ne hanno e più se ne vogliono avere. Infatti non sarà mica un caso se donne e soldi per i personaggi loschi nazionali sono due affari strettamente intrecciati fra di loro, tanto da costituire un unico “intreccio inscindibile”. A furia di ammucchiare il “grano”, si finisce col aver un rapporto eroticamente sempre più malsano e artificioso con lo stesso, che crea dipendenza! In questo ci aveva visto giusto il buon Marx, che nei suoi Manoscritti economico-filosofici aveva ravvisato che il denaro serve da esca per attirare la mosca nella pania… Anche se, però, costui sbagliava ad affermare che “la religione è l’oppio dei popoli”, dal momento che – al contrario – è il denaro il vero oppio dei popoli! Poiché, infatti, se procediamo nella nostra analisi equilibrata: non c’è “guerra di religione” che non sia, anzitutto, una montatura per celare i veri motivi del conflitto, vale a dire: i soldi fruscianti, sempre e solo loro. Si pensi all’incessante e sempre più aggravante conflitto mediorientale, dietro a tutto si nasconde il vischioso, nonché schifoso “oro nero”: il petrolio, che avvince a sé tutti quelli che ci mettono sopra le mani, per difendere i loro squallidi interessi privati. Andate a dirlo a quell’interista-petroliere di Moratti di costruire macchine ad idrogeno, per porre freni al dilagante inquinamento ambientale del nostro Pianeta. Concedetemi almeno questa ben misera “ripicca” da agguerrito juventino…
Per il resto, miei cari lettori, non ho nient’altro da aggiungervi, se non un sincero e caloroso augurio di: Buon Calcio A Tutti, che mi sgorga dal profondo del cuore. Da tifoso bianconero, non mi resta che augurare alla mia amata squadra una “dolce” serie B, addolcita senz’altro dal fatto che: i brutti, sporchi e cattivi giocatori della Juventus ma non solo, si vedano anche quelli di Milan, Lazio e Fiorentina – ovvero delle squadre coinvolte nello scandalo delle intercettazioni –, ci hanno fatto vincere il Campionato del Mondo. Ora non mi resta che salutarvi sulle note di quello che è ormai diventato il “tormentone” dell’estate – che è in realtà una distorsione di una canzonetta dei White Stripes – a suon di: Poppopoppo Poppopoppo / Siamo i Campioni del Mondo / Poppopoppo Poppopoppo

Mi firmo vostro affezionatissimo,
Viktor Navorski
(: indimenticabile protagonista del film di Steven Spielberg The Terminal interpretato da uno straordinario Tom Hanks, che ha pure dovuto vedere i Mondiali di calcio, da italiano all’estero qual è, nella Repubblica “immaginaria” della Krakozia).

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