5.12.06

Scorci di vita (aforismi, aneddoti e altro ancora)

di Marco Apolloni

Non è facile incontrare dei tipi poetici, tipi beat, tipi selvaggiamente rock & roll come Anaconda. Pur appartenendo ad un’altra generazione, lui non era poi così diverso dagli altri tipi della mia generazione. Del resto tutte le generazioni inseguono le stesse speranze, le stesse illusioni e le stesse vanità. Tutte le volte che ho avuto la fortuna di incontrare persone come lui, con le quali sentivo di viaggiare sulla stessa lunghezza d’onda, allora sì che mi sono sentito un po’ meno solo. In fondo credo abbiamo tutti un unico dovere: quello di farci compagnia a vicenda, avvertendo così un po' meno la dura asprezza di questo mondo, altrimenti fin troppo arido da sopportare. Tanti muscoli uniti a tanti buoni sentimenti facevano di Anaconda un buon diavolo. Per non parlare di quella sua aria tragica e malinconica, tutta squisitamente argentina, che ti trasmetteva al contempo la passione infinita e la struggente bellezza della sua terra ammaliante...
Nei gruppi rock che hanno composto la colonna sonora della mia vita, posti di tutto rispetto li occupano due gruppi che mi ha fatto conoscere lui: The Cult e The White Snake. E di questo gliene sarò sempre grato. Una vita senza musica mancherebbe di quel pizzico di nostalgia indispensabile per ricordarsi i momenti più belli del proprio passato. Poiché chi non riesce a lasciarsi trasportare sulle ali del ricordo - ascoltando della buona musica - è come se non avesse mai vissuto. Infatti, cos'è la vita di un uomo se non uno sterminato disco che va riempito giorno per giorno?
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Sono molto occupato per potermi dire libero.

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La conoscenza è salvezza!

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È il mistero che ci spinge a conoscere e il mistero di tutti i misteri è che non c'è nessun mistero.

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Come si fa a non credere in Dio, dico io, contemplando le sette bellezze di un cielo estivo: c'è da perdersi in tutto quell'azzurro sconfinato.

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Un vero amico loda in segreto e rimprovera in privato.

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Una volta in treno ho incontrato un vecchio. Era pieno di rughe e il fatto che in ognuna delle sue rughe vi fosse impressa la storia della sua vita mi elettrizzò tutto. Lì per lì il mio primo pensiero fu: chissà che razza di vita avrà mai vissuto un uomo di tale tempra. Chissà… So soltanto che mi sembrò proprio quel tipo d’uomo che ne aveva viste tante nel corso della sua turbolenta esistenza. Dietro ad ogni centimetro della sua pelle raggrinzita vi si leggeva qualche risvolto della sua vita. Datemi retta, la prossima volta che vi capiterà d'incrociare il vostro sguardo con quello di un vecchio: provate a leggervi dentro tutta la storia dell'umanità.

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Si muore una volta sola, per fortuna.

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Generalmente, più si è padroni e meno si è signori.

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Non lasciatevi ingannare dal mio cognome: Apolloni... Poiché il mio spirito è tutt'altro che apollineo. In me prevale il dionisiaco.

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Preferisco rivestire l’anima di libri che il corpo d'indumenti.

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Si possono dire molte più cose con un solo bacio che con mille parole.

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La bellezza non ha bisogno di giustificazioni. Qualunque bellezza si giustifica da sé!

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Preferisco il sublime al bello. Che cos’è il sublime, vi domanderete? Beh, il sublime è lo scintillio baluginante delle cose, la perla preziosa che si cela dietro ognuna di esse, quel che ci fa apprezzare l’essenza

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L'artista è colui che riesce a racchiudere il mondo in una scintilla.

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Nietzsche, checché se ne dica, è stato il primo nazista della storia, ancor prima che venisse alla luce il nazismo stesso. Chi vuole andare oltre alla morale stabilita conduce l'uomo verso il baratro della violenza, che è all'ordine del giorno fra le bestie feroci. Siccome noi siamo uomini e non creature ferine, dopo una rilettura più attenta delle opere nietzschiane – andando oltre ad una prima spontanea adesione ad un pensiero, indubbiamente fra i più "esplosivi" mai concepiti – non possiamo non renderci conto che abbiamo bisogno della morale così come della politica, nonostante le limitazioni e gli arbitri da esse perpetrati. Questo per tenere unita la nostra già di per sé frammentata civiltà. Come diceva Kant: il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me! Così sia...

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Per spezzare la catena della violenza il solo modo efficace è compiere un’azione sovrumana, reagendo perciò non violentemente alla violenza subita. Dicasi: “resistenza attiva”.

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Non decidiamo noi cosa essere, lo siamo e basta.

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“Tu vuoi mettere insieme il cazzo e il padre nostro, ecco quel che vuoi fare figliolo mio. Tu capisci, non è mica facile...”. Questa è stata la risposta che ha dato un parroco di provincia ad un mio amico, dopo che quest'ultimo gli aveva azzardato un parallelo tra il Partito comunista e la Chiesa cattolica.

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Siamo tutti ribelli nella misura in cui siamo tutti capaci di indignarci.

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I filosofi sono necessari alla stirpe umana, poiché altrimenti tutto sarebbe già svelato e nessuno quindi si prenderebbe più la briga di svelarlo.

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Il miglior metodo è non averne alcuno. Ciò significa fregarsene altamente delle convenzioni, stipulate solo per contenere entro certi limiti quel che è altresì incontenibile: lo spirito… Bisogna distinguere infatti uno scienziato da un creativo – geni, questi, entrambi indispensabili al genere umano –, poiché: se il primo necessita di “un metodo”, il secondo invece necessita di distruggere “il metodo”! L’uno si dà delle regole precise da rispettare, l’altro si dà delle regole altrettanto precise da infrangere.
L’anticonformismo – ossia quell’insofferenza congenita di chi non riesce a farsi vincolare dalle convenzioni – è il tratto distintivo di ciascun creativo. Il creativo, in realtà, deve e vuole andare al di là dei bastioni di Orione e creare mondi verosimili laddove questo mondo non è più sufficiente, in quanto troppo grigio oppure troppo ristretto. Emblematica, a tal proposito, è una scena del film L’attimo fuggente, in cui il professor Keating invita i suoi allievi a stracciare alcune pagine del loro libro di letteratura, scritte da un critico che ha l'assurda pretesa di spiegare l’universo composito della poesia con una serie di diagrammi matematici. Questo a voler dire che: tutto ciò che è poesia, infatti, esula la fredda e asettica ragione...

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