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6.10.06

Allucinazioni psichedeliche - Seconda parte

di Marco Apolloni

In questa landa desolata che è mondo, il massimo che ci si può augurare è d’incontrare una persona che ci faccia meglio sopportare le nostre profonde solitudini.

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Chi non fa del proprio lavoro il migliore dei lavori possibili è meglio che si suicidi: poiché solo così riuscirebbe a soffrir di meno.

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Nessun vincitore crede di aver vinto a caso, mentre tutti gli sconfitti credono di esser stati vittime di una qualche sciagurata casualità.

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Tutti abbiamo ragione, tranne quando abbiamo torto.

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Il mio aggettivo preferito è imprescindibile; lo devo ad una poesia di Bertolt Brecht intitolata proprio Gli imprescindibili.

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C’è sempre un perché dietro ogni uomo e dietro il perché di ogni uomo si cela sempre qualche pelo di… Indovinate un po’ di cosa, dai che non dovrebbe essere poi tanto difficile, vi facilito il compito. Inizia per F e finisce con… ICA!

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Ci s’inventa di tutto, all’infuori di quello che non si è. Per questo noi siamo quel che siamo, nostro malgrado.

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Non c’è niente che riesce a mettermi più di buon umore di una gran bella giornata di Sole. Qui ad Urbino si respira l’aria profumata del Rinascimento italiano e proprio per questo, come dice la parola stessa, è un po’ come se si rinascesse davvero. Dico sul serio: provare per credere. Ecco perché credo che una bella giornata di Sole sia il balsamo migliore per la nostra anima sbrindellata.

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La nostra vita si snoda lungo due binari: uno pertinente alla sfera esteriore e un altro, invece, a quella interiore. Più questi due binari scorrono paralleli senza mai incontrarsi e più si ha la possibilità di vivere una vita in pace con se stessi.

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Al massimo, possiamo accontentarci di fare un tratto di strada insieme ma poi, però, tutti quanti - nessuno escluso - dobbiamo separarci, una volta che ognuno avrà trovato la propria di strada.

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Fateci caso, quando si è troppo tristi, o si finisce con il riderne di gusto oppure si fa la fine del cantante degli INXS, e cioè: ci s'impicca in qualche lurido motel di un altrettanto lurida metropoli moderna. L'alienazione, ovvero l'estraniazione nei confronti di questa società mercificata e meccanizzata, è la causa principale di queste morti auto-procurate.

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I miei parti migliori li ho sempre avuti seduto sulla tazza del cesso. D’altronde come mi ha detto una volta un mio amico: “La tazza del cesso è l’alcova del pensiero”. Mai parole furono più sacrosante!

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Per un animatore i villaggi turistici sono un vero toccasana. Lì è tutto più facile con le ragazze, sono quasi sempre loro a venirti in cerca e per com’è fatta la maggior parte dei ragazzi – a cui non va tanto di penare con le ragazze – è davvero il massimo che si può chiedere dalla vita. Tanto si sa, non ci son santi che tengano per queste cose, si può pure avere l’animo di un monaco tibetano ma quando "ti tira" c’è ben poco da fare.

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Il morto di fica è uguale all’asino d’oro della favola di Apuleio, che va con chi gli capita pur di poter fornicare. Esso simboleggia il piccolo uomo, meschino e abietto, che si accontenta di tutto pur di scopacchiare, invece che di scopare come si deve.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

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