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19.3.07

“Factotum” (Edizione Feltrinelli ‘Le Nuvole’: 2 dvd + libro)

di Paolo Musano

Negli anni ’70 Charles Bukowski era considerato ancora uno scrittore underground, pochi lo conoscevano e alcuni di questi non lo consideravano neanche uno scrittore. Anche negli Stati Uniti, il suo paese, era difficile trovare i suoi libri. A New York non c’erano. Bisognava fare un salto alla City Lights di Lawrence Ferlinghetti a San Francisco per trovare un suo romanzo in vetrina. Una ventina d’anni dopo la situazione era cambiata. In Italia la Feltrinelli cominciava a far conoscere le sue opere. Io e molti giovani della mia età lo si leggeva a scuola, sotto banco, clandestinamente, assieme ai fumetti di Dylan Dog. Adesso Charles Bukowski è un autore “di culto”. Ne sono stati riconosciuti i pregi anche come poeta. Le sue liriche hanno liberato la Poesia dall’Accademia, ringiovanendola e facendola respirare, come avevano fatto qualche secolo prima Rimbaud e Whitman. Come romanziere è stato il maestro del grottesco. Nei suoi racconti ha messo a nudo, onestamente e spietatamente, un’umanità afflitta e sfortunata, dandole la voce che le spettava. Di sicuro il vecchio “Hank” è stato uno degli scrittori più influenti del Novecento, ma il suo spettro non si è limitato ad abbracciare la letteratura, ha sfiorato anche il mondo della musica. Ha ispirato Tom Waits e Bono (dopo l’89, quando gli U2 con “Rattle and hum” si innamorarono e resero omaggio all’America, negli anni ’90 della svolta elettronica e della Zoo Tv, le letture di Bono e di Edge erano Carver e Bukowski: quest’ultimo è citato sia in “Achtung Baby” che in “Zooropa” [nell’album, “Dirty day” è dedicata ad Hank]), come anche la canzone d’autore italiana.

Il primo dvd del cofanetto contiene il film “Factotum” di Bent Hamer, con Matt Dillon, Lili Taylor e Marisa Tomei, tratto dall’omonimo romanzo di Charles Bukowski. E’ il terzo film tratto da un’opera del vecchio Buk e probabilmente il più riuscito, dopo “Storie di ordinaria follia” con Ben Gazzara e “Barfly” con Mickey Rourke. Sebbene, per quanto tendente al flaccido e trasandato, Matt Dillon sia troppo bello per essere un Henry Chinaski credibile, è comunque bravissimo e supera di molte misure Mickey Rourke, che nel film precedente riusciva a essere solo pateticamente goffo. Gli sguardi, la mimica, le movenze e il portamento di Dillon sono ben studiati e di grande effetto: il suo personaggio sembra prendersi tremendamente sul serio, ma è solo un bluff, infatti poco dopo viene fuori la sua enorme carica comica. I ghigni di Matt Dillon sono irresistibili, danno leggerezza e spessore al suo personaggio, che risulta da subito simpatico e affascinante. Brave anche Lili Taylor nel trasmettere lo squallore di un rapporto che si regge quasi unicamente sulla bottiglia e Marisa Tomei con i suoi sguardi allucinati e le sue pose da gatta morta. Il film scorre bene e, tra una risata e un nodo alla gola, regala momenti di autentica poesia, che quasi sempre coincidono con le citazioni dei versi di Bukowski. Il finale, ad esempio (anche se non dovrei raccontarlo ;), è di grande suggestione: Chinaski è da solo in un locale notturno, davanti a lui una ragazza bellissima si esibisce in uno spogliarello, mentre in sottofondo risuonano le parole di una delle più belle poesie scritte dal vecchio Hank… Ascoltatele con attenzione e fatele echeggiare dentro di voi. Non sono rivolte solo agli aspiranti scrittori, ma a tutti i giovani di belle speranze…

Il secondo dvd, da solo, vale l’acquisto dell’intero cofanetto. Contiene “Born into this”, un bellissimo e raro film documentario di John Dullaghan sulla vita di Charles Bukowski, dove vedrete lo scrittore protagosta dei suoi reading leggendari, con frigorifero carico di birre al seguito, di interviste esilaranti e commoventi e di un violento litigio in diretta con Linda (la sua ultima moglie ed erede di tutte le sue opere, comprese quelle inedite che usciranno negli anni a venire: già, ci aspettano ancora altre poesie, racconti e romanzi del vecchio sporcaccione…). Ci sono anche le testimonianze di amici e conoscenti, più o meno famosi. Tra i vip: Tom Waits, Bono e Sean Penn (uno degli amici più intimi dello scrittore). E’ divertente anche il racconto di Enrico Franceschini, un giornalista che è stato tra i pochi fortunati italiani, oltre a Fernanda Pivano, ad aver incontrato Buk, dopo aver scovato il suo appartamento di San Pedro a Los Angeles, alla fine di una lunga e picaresca traversata del continente americano, consumata in gioventù con un gruppo di amici intellettuali che inseguivano il sogno, leggendo Kerouac (e naturalmente Buk)… Nel libro si possono leggere i dettagli di quest’incontro straordinario e indimenticabile per dei giovani che allora si trovarono a farsi una birra e a chiacchierare con il loro mito letterario.

La scelta del libro allegato, salvo il raccontino di Enrico Franceschini, è molto discutibile. Il volumetto contiene anche dieci racconti di Bukowski: “La più bella donna della città”, “Tre donne”, “25 barboni cenciosi”, “Vita e morte all’ospedale dei poveri”, “Un’amabile storia d’amore”, “Un matrimonio di rito Zen”, “Troppo sensibile”, “Violenza carnale”, “O con amore o niente” e “Pazzia notturna per le strade”, tratti da “Storie di ordinaria follia”. Sarebbe stato meglio includere “Factotum”, il romanzo da cui è tratto il film (ma la Feltrinelli non ne possiede i diritti) o tutt’al più “Il capitano è fuori a pranzo” (che è citato più volte nel film), una raccolta di alcune pagine del diaro compilato (su mac: gli ultimi anni il personal computer della Apple aveva sostituito la vecchia macchina da scrivere) da Bukowski fino a pochi giorni prima che tirasse le cuoia. Tutto sommato, questo cofanetto è molto più di una chicca da fan. I due dvd, il film come il documentario, meritano uno spazio in videoteca. Per chi non conosce Bukowski, è anche un modo per avvicinarsi a lui, sfatando molti stereotipi e cominciando ad avere un’idea della sua prosa. Le passioni di Hank si contavano sulle dita di una mano: la scrittura, la musica classica, l’alcol, le donne e le corse dei cavalli, ma la pasta dell’uomo era anche altro. Lo si capisce da alcuni passaggi dei suoi racconti o romanzi e da alcuni versi delle sue poesie, quanta saggezza e profondità c’era in questo bardo dei derelitti, che conosceva bene la sofferenza (la sua adolescenza fu terribile: una gravissima acne lo segnò anche nell’anima) e che, in fondo, tra una sbronza e una scopata, cercava quello che cercano tutti: un po’ di pace e un po’ d’amore…

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