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9.5.07

Incontro filosofico con George Steiner

di Silvia Del Beccaro

George Steiner è la semplicità fatta persona. Nonostante sia una delle figure di primo piano nel campo della critica, a livello internazionale, Steiner ha dimostrato gran classe e umiltà durante la sua ultima conferenza, che nel mese di aprile lo ha condotto all'Università Vita-Salute San Raffaele. «Mi scuso fin da ora ma tenterò di fare lezione in un “abominabile” italiano» ha esordito rivolgendosi agli studenti, in un italiano un po' improvvisato – anche se parla alla perfezione inglese, francese e tedesco. Personalità eccezionale, spesso provocatoria, attualmente ha la cattedra presso il Churchill College di Cambridge, nel Regno Unito. Nel corso della sua carriera ha steso una serie numerosa di saggi e studi di grande valore, pubblicati dagli anni cinquanta ad oggi, che spaziano dalla linguistica all’etica, dalla teoria della traduzione alla letteratura, dalle arti figurative alla scienza. Il suo intervento presso l'università cesanese era intitolato A sentence in Plato ed ha ripreso un'affermazione scritta nelle Leggi dello stesso Platone.
«La città perfetta è la più grande delle tragedie – ha detto provocatorio per iniziare il suo discorso –. Quello che ci propone Platone è un enigma profondo, sul quale non esistono spiegazioni, non esistono commenti. Intorno a questo passaggio c'è il silenzio totale». La sua lezione magistrale è iniziata con una riflessione platonica, per poi orientarsi su approfondimenti storici, politici e persino d'attualità – con un accenno al calcio mondiale e al campione Diego Armando Maradona. Steiner ha definito il filosofo greco uno fra i migliori scrittori occidentali, elevandolo alla stregua di Dante e Shakespeare.
«Definendolo in questo modo, ha tenuto un intervento meno filosofico ma più letterario, attento soprattutto all'aspetto drammatico – ha commentato Giuseppe Girgenti, docente nonché uno fra i massimi studiosi platonici –. È stata comunque un'esperienza molto bella: una grande lezione introduttiva, come devono essere le lezioni magistrali del resto». Gli studenti hanno partecipato con attenzione all'incontro, riempendo la Sala dei Fasti Romani, e hanno proposto interventi puntuali dimostrando grande entusiasmo. Una delle dichiarazioni che più ha smosso l'interesse degli universitari, toccandoli da vicino, è stata posta dal moderatore – nonché Preside della Facoltà di Filosofia – Ernesto Galli Della Loggia.
«La democrazia, così come è fatta, non può piacere ai giovani, perché i giovani sono in cerca di grandi ideali, anche se talvolta si rivelano erronei». Al suo intervento è seguita la risposta dell'ospite, il quale ha replicato che senza grandi errori non si può avere una grande vita: da giovani si ha bisogno di illusioni a cui aggrapparsi. «Ha ragione Steiner quando dice che sbagliare da giovani non è solo lecito ma doveroso – commenta Marco Apolloni, studente iscritto alla laurea specialistica –. Però credo che noi giovani dobbiamo commettere errori sempre nuovi evitando quelli passati. E per farlo abbiamo bisogno di coltivare la nostra coscienza storica».

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