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12.9.06

Filosofia “fai da te”

di Marco Apolloni

La filosofia è la ricerca instancabile della scintilla divina che risiede in ognuno di noi…

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Gli uomini che coltivano la terra sono quelli più a stretto contatto con il Senso vero e ultimo delle cose. La saggezza di uomini siffatti è quanto mai provvidenziale per noi poveri ignoranti sgobboni dei libri…

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In un mondo pieno di finzioni come questo, tanto vale chiudere gli occhi e sognare una volta per tutte, così da risparmiarsi una bruttura dopo l’altra e vivere completamente immersi nel proprio Grande Sogno: poiché ciascuno si merita il proprio…

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Il sapere è un’essenza profumata che inebria tutti quelli che l’incontrano durante il loro cammino. Io l’ho incontrato e mi sono lasciato contagiare da esso e da quella volta in poi mi ha pervaso tutto. Provatelo anche voi, lasciatevi contaminare dalla conoscenza che riempie i cuori, slarga le anime e rimargina le ferite aperte dell’agonizzante umanità. Fate attenzione però, state alla larga da quegli uccelli del malaugurio dei preti, ciò di cui voi siete a conoscenza è la Grande Menzogna, perciò guardatevi bene da essa. La vera “gnosis” – dal greco “conoscenza” – è stata volutamente occultata, cosicché gli Arconti che dominano su questa Terra – da loro gettata nello sconforto più totale e nelle nebbie dell’insipienza – venissero beffati e fosse preservato il mistero di tutti i misteri, e cioè che non c’è nessun mistero…

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S’impara a conoscere, non per dominare bensì per non essere dominati. E per contribuire alla liberazione dell’intero genere umano. Finché vi sarà un solo uomo oppresso dal giogo dell’ignoranza, tutti noi non potremo dirci davvero liberi: poiché o vinciamo tutti insieme o non vince nessuno…

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Quando non avremo più mete, sarà perché l’abisso ci avrà risucchiati nel suo vortice sprofondante. Le mete che ci prefiggiamo sono quel che ci fornisce un buon motivo per incamminarci di buona lena lungo il Sentiero dell’Eternità…

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L’Intelletto non “lì ‘ntel letto” – celebre espressione proveniente dal mio dolce e ondulato paesello natio – , ma vuol dire per l’esattezza ciò che di più di elevato e divino vi è nella nostra mente illuminata…

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Il pensiero è il Due in Uno, ossia le due entità costituenti: il soggetto pensante e l’oggetto pensato, che si fondono in un perfetto tutt’uno fino a formare la Monade, ch’è all’origine di qualunque filosofia…

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La conoscenza funziona tale e quale come un percorso ad ostacoli, ci si arriva sempre per gradi, ammesso che ci si arrivi, e non è mica detto. Dopodichè una volta percorso per intero il tortuoso ma luminoso Sentiero, ci si dovrebbe finalmente imbattere nella sconvolgente e fausthiana rivelazione finale: A-T-T-I-M-O! Ossia: “Bisogna cogliere l’attimo, prima che l’attimo colga noi”!

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Ma chi lo dice che la matematica non è un’opinione… La matematica non è mai stata il mio forte, ho sempre dato i numeri quando si trattava di giocare coi numeri e, a dire il vero, non mi sono mai spremuto più di tanto le meningi, per risolvere degli irrilevanti problemi che m’insegnassero a ragionare, quando ho sempre ragionato più che egregiamente con la mia testa, da solo e senza bisogno di triturare la mia asettica ragione, ma magari soltanto sfruttando la mia incandescente passione. Quindi quest’oscura e incomprensibile materia, per me, è sempre stata un’opinione – checché se ne dica – e la mia di opinione è che serve a ben poco, ammesso che non si voglia diventare ingegneri o tecnici-informatici o meccanici o architetti. In fatto di numeri credo bastino le tabelline, oltre il fatto che si sappiano fare tutte le più elementari operazioni di addizione, sottrazione, moltiplicazione, divisione e nient’altro! Per questo ero solito ripetere, alla mia simpaticissima professoressa del liceo, una citazione di Marco Tullio Cicerone, ogni volta che dovevo consegnarle un compito in bianco: “Meglio essere nel torto coi platonici, che nella ragione coi pitagorici”! Da quella prima volta che ho letto questa frase, ne sono rimasto fulminato e Cicerone è subito diventato uno dei miei miti adolescenziali, al secondo posto solo dopo il “Che”, forse, ma neanche…

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Filosofia e poesia hanno la stessa comunione d’intenti, ma divergono per i loro procedimenti: circolare, tortuoso, intellettivo – per la prima –, lineare, prezioso, intuitivo – per la seconda…

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È possibile una verità senza volontà? Per me no, se s’intende una volontà di vivere secondo il desiderio di essere se stessi e di compiere il proprio progetto di vita: poiché una vita senza progetto è una vita che non vale la pena di essere vissuta. Infatti la vita è progetto e non potrebbe essere altrimenti, a meno che non si scelga la via più facile del suicidio, ponendo fine al problema prima del tempo…

2 commenti:

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