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14.6.07

Massime e aneddoti

di Marco Apolloni

Perché si aderisce al potere? Per tre motivi essenziali: il primo, per la speranza di un beneficio; il secondo, per paura di una sanzione; il terzo, per una sorta di legame affettivo. Il potere, inoltre, si articola in tre modi diversi: il primo, potere e influenza, dove quest'ultima viene utilizzata perché molto più efficace dell'imposizione; il secondo, potere e forza, dove il potere intrattiene un rapporto diretto con le menti, mentre la forza intrattiene un rapporto diretto coi corpi, perciò occorre distinguere tra potere politico e potere militare (in quest'ottica, ad esempio, le armi nucleari esercitano un potere politico sulle menti dei potenziali nemici, in quanto paventano l'utilizzo di un potere militare dallo sproporzionato potenziale distruttivo); il terzo, potere legittimo e potere illegittimo, distinzione questa che pone l'accento sull'importanza per qualsiasi potere di ammantarsi di una qualche parvenza di legittimità morale, che ne favorisca pertanto il consenso e dia così maggior ampiezza al suo raggio di azione.

Ibn Khaldoun fu un pensatore laico-mussulmano, vissuto a cavallo del due-trecento; percorse le principali capitali del mondo arabo-mussulmano e cercò d'influenzare i loro governanti – un po' come tentarono di fare, seppur invano, Platone e poi anche Machiavelli. Nel suo caso, pensatore laico stava a significare che per lui non era la volontà di Dio a plasmare la storia, bensì la volontà degli uomini. Venne citato da Reagan durante una conferenza stampa, che stupì tutta la platea, che lo conosceva come uomo di non edificanti letture...

Sia i repubblicani che i democratici ritengono che diffondendo, oppure consolidando gli ideali democratici nel mondo, assicurino così una maggiore stabilità all'assetto geopolitico mondiale. Tutt'al più essi possono non trovarsi d'accordo sui modi in cui questi ideali debbano essere propagandati.

Una pecca che può venire imputata al realismo è quella di non soffermarsi adeguatamente sulle componenti ideologiche di un particolare regime e di vederlo unicamente come un attore fra gli altri sul palcoscenico della potenza.

In moltissime guerre, tranne in rare eccezioni, è molto difficile comprendere chi sia l'aggressore e chi, invece, l'aggredito...

Secondo Platone: nelle Accademie si possono esprimere solo giudizi di fatto e non di valore.

Lo studioso francese Lucien Febvre sostiene che l'Europa comincia e finisce con il confine naturale del Mediterraneo. Emblematico è il caso di noi europei-italiani che intratteniamo solo un misero 1% del nostro commercio coi paesi africani dell'area sud-mediterranea.

Il dollaro vale per quel che decide di valere, dicasi: complicati meccanismi di soft power. Oltretutto, gli Stati Uniti hanno un forte debito estero. Rientrano dunque in quest'ottica gli acquisti di beni del tesoro americani da parte del Giappone e persino della Cina comunista. Questo fa sì che entrambe queste potenze asiatiche rappresentano i principali “partner alleati” mondiali. Perciò agli Stati Uniti non conviene nella maniera più assoluta spezzettare oppure indebolire il regime comunista cinese. Altrimenti verrebbero a mancare dei preziosi finanziamenti.

Il realista ortodosso basandosi unicamente sul grado di potenza di un singolo stato pretende di dirci come questo si comporterà all'interno dello scacchiere internazionale.

La politica non può e non dev'essere influenzata dall'etica, ma al contempo non può e non deve nemmeno prescindere da essa.

Il Terzo Mondo è una delle invenzioni dovute alla guerra fredda, dove con quest'espressione si raggruppavano quegli stati non allineabili nei due schieramenti predominanti guidati da: Stati Uniti e Unione Sovietica.

Secondo i neorealisti l'ascesa e il declino delle nazioni avviene esclusivamente tramite il potente strumento delle guerre. Questo però non è sempre vero, come nel caso del declino della Gran Bretagna e dell'Unione Sovietica.

La teoria della “pace democratica” di netta ispirazione kantiana tiene in gran conto la componente valoriale, laddove un realista considera questa componente importante fra le altre, tra cui si riconoscono anche: quella economica, giuridica, eccetera.

L'eterno è una categoria del tutto assente in politica!

Il presidenzialismo statunitense che cos'è se non una forma di monarchia elettiva? Il sistema presidenziale americano, tuttavia, lega mani e piedi al Presidente. Per questo si è soliti dire che il Primo ministro inglese ha molti più poteri del Presidente americano, poiché quest'ultimo è racchiuso – per non dire “ingabbiato” – all'interno di un sistema di Organi (Parlamento, Senato, Corte Suprema) deputati a controllarne gli eccessi di potere, scongiurando così il pericolo più estremo: la tirannia! Non a caso all'interno del sistema americano svolgono un ruolo assai determinante i giudici, diversamente da quel che avviene ad esempio nel sistema italiano, dove essi svolgono solo un ruolo di appendici alla macchina statale.

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