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5.6.07

Capelli a modo mio

di Silvia Del Beccaro

Teste rasate, dreadlock ribelli, creste colorate, acconciature cotonate… Da che mondo è mondo, i capelli hanno sempre costituito un elemento rappresentativo di un’epoca, di una corrente musicale o di un determinato ceto sociale. E quante mode sono scaturite, proprio a causa di questi fattori… In molti casi, le persone hanno cercato di seguire le cosiddette “tendenze” , seppur a proprio modo: correnti, modi di essere e di comportarsi, modi di apparire, utilizzati solamente per cercare di sembrare come gli altri. I motivi? Paura di sentirsi esclusi, timore di distinguersi, non rischiare di venire definiti diversi, mascherare come siamo realmente.
Un esempio classico è rappresentato dalla nobiltà francese del XVII secolo, durante il quale uomini e donne indossavano parrucche voluminose e falsi chignon. Lo scopo? In primo luogo, coprire la scomparsa parziale (o totale) dei capelli e di colpo apparire con una folta chioma.
E ancora balzano alla mente altre immagini: quelle degli anni ‘60/’70, quando tra le donne era diffusa l’usanza di cotonare i capelli. Abbinando la propria acconciatura ad un trucco marcato prevaleva il desiderio di somigliare a molte dive. In quegli stessi anni Sessanta, gli uomini d’altro canto portavano una lunga e folta chioma, quale simbolo di contestazione giovanile, nonché rivendicazione della libertà e dell'uguaglianza sessuale. Un altro caso, ancor più evidente, che viene subito alla mente, è la moda che accomuna gli amanti della musica punk. Punte gellate, creste esplosive e colori sgargianti… Tratti che assolutamente definiscono, ancora oggi, i “seguaci” di una determinata corrente musicale. Anche loro, seppur a proprio modo, seguono infatti una moda, quella del punk, preferendo l’artificiale al naturale. Tutto ciò con il solo obiettivo di assomigliarsi, di integrarsi socialmente, di sentirsi parte della propria “tribù”.
Viceversa, basta guardare i rasta, i quali, seguendo le orme di Bob Marley, utilizzano resine, colle, miele o creme solo per avere un’acconciatura che rappresenti la loro filosofia. I dread (o dreadlock) sono infatti simbolo di pace e fratellanza universale. Oltre a rovinare i capelli, però, questi metodi formano un groviglio inestricabile e talvolta provocano un odore davvero poco gradevole. Negli anni, però, tutto questo ha coperto la vera personalità della gente che incessantemente cercava di seguire la moda, senza capire di diventare solo “uno dei tanti”, un essere sconosciuto in mezzo all’enorme massa, anziché dimostrarsi semplicemente se stessi e distinguersi per la propria personalità e i propri atteggiamenti.
Ma oggi, a distanza di anni, decenni o addirittura secoli… si cerca ancora di (in)seguire le mode? Pare proprio che questo atteggiamento appartenga al passato, superato dalla voglia di personalizzare il proprio look. Sono molti, infatti, i parrucchieri e gli hair stylist (per italianizzare il termine, “stilisti del capello”) che preferiscono creare una pettinatura creata su misura per ciascun cliente; essa, infatti, viene adattata alla persona in base a svariati elementi: altezza, snellezza, forma del viso, corposità e colore del capello… Per non parlare dello stile di vita: assolutamente fondamentale. In un certo senso, si può dire che i parrucchieri si stiano lentamente trasformando in “psicologi del look”. Incontrano, osservano, studiano ed elaborano: solo che in questo caso l’obiettivo finale consiste nell’esaltare al meglio il look da sempre desiderato. Ovviamente, cercando sempre di attenersi ai gusti personali espressi da ciascuno. La necessità di personalizzare la propria acconciatura è data dal desiderio di sentirsi a proprio agio, in sintonia con il proprio corpo, ben inseriti nell’ambiente circostante. E’ risaputo che il nostro corpo fa da tramite tra noi e la società; è un ponte tra l’ “io” e l’interlocutore. Insieme all’atteggiamento che teniamo e alla nostra gestualità, i capelli hanno un ruolo fondamentale. Essi sono la parte più visibile e attraverso di essi è possibile associare o immaginare una serie di rimandi sociali. Generalizzando, una chioma incolta e scapigliata solitamente è sintomo di disagio, di abbandono, di svogliatezza. Al contrario, un’acconciatura ordinata, curata è simbolo di sicurezza ed eleganza. Rendere unica la nostra “chioma” significa, dunque, trasmettere il nostro modo di essere, esprimendo il nostro voler essere inimitabili. Basta con le mode, quindi. Via alla personalizzazione! Uscire dalla massa, cercare di distinguersi, essere unici anche nella pettinatura. Ecco lo slogan con il quale iniziare la nuova “era del capello”, un’era in cui finalmente ciascuno è libero di scegliere il proprio stile, assumendo sempre un look inimitabile ed accattivante.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Mi piace il tuo post sulle acconciature dei capelli. Mi piacciono anche i collegamenti con la storia e con la moda. Tutto ciò denota un'ottima cultura e ricerca degli aspetti sociali. Ciao Silvia

Mauro