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1.6.06

Al via le Paralimpiadi

di Silvia Del Beccaro
Anche se il 2006 è ancora agli inizi, si può già pronosticare che Marzo sarà sicuramente nominato “il mese dello sport” per eccellenza. Certo, si è appena conclusa la XX edizione dei “Giochi Olimpici Invernali” di Torino. E assistere ad un evento simile è stato bellissimo, si può dire “un sogno divenuto realtà”.
Ma a marzo si terranno anche le “Paralimpiadi” (o “Giochi Paralimpici”), ovvero l’equivalente delle Olimpiadi per atleti con disabilità fisiche, visuali o mentali. Si tratta di una grande festa all’insegna dello sport e della fratellanza che si svolgerà dal 10 al 19 marzo, periodo in cui centinaia di atleti si cimenteranno in cinque discipline: biathlon, curling, sledge hockey, sci alpino e sci di fondo (clicca qui per il calendario).
Si prevedono dieci fantastici giorni di leale competizione sportiva, di successi e di amarezze, di entusiasmi e di rimpianti, di passione e di voglia di vincere: tutte caratteristiche proprie di ogni sport.
Ma non sarà tanto il desiderio di conquistare un posto sul podio che spingerà questi atleti a fronteggiarsi sulle piste e negli impianti piemontesi. Certo, l’idea di ricevere una medaglia d’oro fa acquolina a chiunque. Ma la loro vera forza, ciò che li sprona davvero a combattere per ottenere quei primi, secondi o terzi posti che siano, è la voglia di sconfiggere la loro disabilità.
Tempo addietro un amico mi raccontò di come lo sport, dopo un incidente in moto, lo avesse aiutato a superare le proprie difficoltà fisiche, ma soprattutto a coltivare un pensiero positivo che lo aiutasse a credere in futuri miglioramenti. E così è stato. Alessio, questo il suo nome, nel luglio 1994 ha partecipato ai campionati italiani assoluti di nuoto per disabili. Ha preso parte a tre gare, vincendo ben 3 medaglie d’oro. Ma la sua grande vittoria non è rappresentata da una medaglia; dopo l'incidente lo staff medico preannunciò un periodo di ospedali (operazioni e riabilitazione) per almeno 1 anno e mezzo. Alessio ha partecipato a questi campionati appena dopo 7 mesi dal giorno dell'incidente.
Nel 1996, inoltre, ha preso parte ai “Giochi Paralimpici” di Atlanta, dove ha raggiunto due gare finali di nuoto (100 rana e staffetta 4x50 stile).

Oggi Alessio lotta per realizzare un centro dotato di palestra e di piscina per la riabilitazione fisica e la pratica dello sport, di aree di massaggio, di speciali saune terapeutiche e di un qualificato staff di supporto medico- psicologico- morale- spirituale, di un’area per il pernottamento e di una sala per conferenze ed incontri. Il suo centro vuole essere un punto di riferimento per attività di cure ambulatoriali, attività sportive, rieducative e quant’altro necessario alla ri-socializzazione dei soggetti interessati, con particolare riguardo alla formazione lavorativa. Con la realizzazione del centro, Alessio (www.alessio.org) spera di aiutare le persone che si trovano nella sua stessa situazione a mettercela tutta, ad avere fede e a puntare alla guarigione.

Lo sport sarà un punto cardine del centro, anche perché è stata proprio l’attività fisica a far reagire Alessio.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

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