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1.6.06

Un ex ospedale psichiatrico viene trasformato in location per esposizioni

di Silvia Del Beccaro
Fino al 14 maggio sarà possibile visitare il progetto di arte contemporanea denominato “OSSERVANTI-OSSERVATI” presso l’ex ospedale psichiatrico dell’Osservanza di Imola. Gli artisti, circa una cinquantina (provenienti da Imola stessa e da diverse regioni italiane), occupano gli spazi interni ed esterni dell’area, reinterpretando quei luoghi carichi di storia con proprie opere e installazioni.
Le forme espressive sono a tutto campo: dalla pittura, alle installazioni materiche e audiovisive, alla fotografia, alla musica, alla scrittura, alla poesia, alla prosa, al teatro, al cinema.
La manifestazione ha acquistato un particolare significato, perchè ha offerto alla cittadinanza l’ultima occasione per riattraversare questo luogo di memoria e di sofferenza sotto i “riflettori” di quell’emozionalità che solo l’arte può trasmettere. Va sottolineato che la grande maggioranza della popolazione imolese, in più di un secolo di storia di questa struttura, non ha mai avuto la possibilità di entrarvi.
Oggi l’Ex Ospedale Psichiatrico non ospita più pazienti ma resta un luogo vuoto che conserva in se stesso la memoria di un passato di aberrazioni e sofferenze umane. La ricchezza di tracce e di segni ancora evidenti testimoniano quelli che furono il clima e la vita interna all’Ospedale. Si tratta dunque di un intervento in uno spazio-memoria tuttora vivo, ma lontano dagli eventi che lo segnarono nel passato remoto e in quello più recente.
Ente ideatore del progetto è l’associazione culturale “Koinè”. L’associazione è formata da un gruppo di artisti operanti sul territorio nazionale con alle spalle un rilevante curricolo artistico. Essi propongono un’arte non allineata, aperta sul mondo e partecipe degli eventi; un’arte non facile, certamente complessa, enigmatica, ma ricca di magia e direttamente rivolta allo spirito dell'uomo.
Più precisamente il progetto raccoglie un’area di artisti di rilievo nel panorama nazionale, (complessivamente oltre 40) che privilegiano gli interventi nel mondo reale fuori dai “recinti” e dagli spazi canonici d’esposizione. Questa tendenza comune, pur non conferendo a quest’area i caratteri di movimento, evidenzia il bisogno di un’arte aperta sul mondo, non rinchiusa in problematiche circoscritte agli “addetti ai lavori”, aperta alla vita, partecipe degli eventi, capace di mescolarsi alle cose reali pur senza confondersi con esse, affermando la propria “follia” come elemento di vitale propulsione; un'arte non facile, certamente complessa, enigmatica, ma ricca di fascino e di magia, che si rivolge direttamente allo spirito dell'uomo. L’apertura della città a diverse provenienze artistiche esterne, costituisce una preziosa occasione di scambio culturale per gli artisti locali e per il pubblico imolese.

3 commenti:

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