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3.6.06

Dove finirà la libertà di espressione se ci censuriamo fra di noi?

di Silvia Del Beccaro

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
Così recita l’Articolo 21 della Costituzione Italiana e così dovrebbe riflettere ogni libero pensatore. Ognuno dovrebbe ritenersi libero di esprimersi senza essere sottoposto a vincoli, senza essere attaccato per fatti che non sussistono, senza subire insulse insinuazioni, senza sentirsi accusato di aver causato imbarazzo a chicchessia.
Perché a questo riguardo, se andiamo a vedere, nessuno potrebbe più scrivere niente dato che si troverebbe sempre di fronte qualcuno pronto ad offendersi per qualcosa che non lo riguarda.
Purtroppo l’ignoranza, intesa come “ignorare i fatti”, porta a volte a reazioni dettate da un’eccessiva impulsività, scusabili solo fino a un certo punto.
Forse molti non sanno che i blogs (come questo), fin dalla loro nascita, sono serviti a diffondere liberamente le proprie idee. Non a caso, la blogsfera è considerata “il dominio della libertà di parola dei singoli”. Inizialmente intesi come diari in rete, infatti, i blogs si sono estesi a luoghi di confronto, di espressione e di libertà creativa.
Una libertà, quest'ultima, che troppo spesso si scontra contro l'incompetenza di coloro che, limitati, cercano di “tarpare le ali” alle idee e ai pensieri altrui. Politici di spicco, giovani sedicenti intellettuali, opinionisti "vecchio" stampo, ecc... Tutti ritengono di poter criticare, purtroppo sempre più spesso, senza avere le conoscenze appropriate.
In America Latina, nonostante la libertà di espressione sia estremamente a rischio, i liberi pensatori sono meno censurati rispetto a quanto sta accadendo Italia (e non mi riferisco solo al conflitto di interessi berlusconiano). Se non altro infatti, nei Paesi del Sud America, la censura proviene solamente dagli alti funzionari dello Stato. Tanto per fare un esempio... I giornalisti indipendenti dell'America Latina continuano a subire attacchi e violenze da parte dei loro governi. In particolare, la libertà d'espressione è notevolmente a rischio nel Venezuela di Hugo Chávez, a Cuba – dove le possibilità di un miglioramento sono alquanto limitate – e in Argentina, dove si sono intensificati gli abusi contro i mezzi d'informazione da parte del governo Kirchner.
In Italia, contrariamente a quanto appena detto, ciascuno si ritiene libero di censurare. Dalla più alta alla più piccola particella della nostra scala sociale, ciascuno si ritiene in dovere di criticare il lavoro altrui. Si trattasse almeno di giudizi costruttivi... Nella maggior parte dei casi giungono solo insulti... E a mio parere tutto questo non è giusto.
Dove finirà la libertà di espressione se tutti (dai giovani - che sono le fondamenta della società futura - agli anziani) si censurano tra di loro?
Occorre riflettere su quanto sta accadendo... Ragionate... Siamo liberi di censurare ma non di pensare... Siamo liberi di "tarpare le ali" agli altri ma non di promuovere le nostre idee...
Perché questo accade? Purtroppo non ho ancora il dono dell'onniscenza. Ma posso solamente sperare che qualcosa, in questo mondo, possa presto cambiare!

5 commenti:

Anonimo ha detto...

bel pezzo A.E.

Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

La ringrazio per intiresnuyu iformatsiyu